RECENSIONE: IL BORDO VERTIGINOSO DELLE COSE DI GIANRICO CAROFIGLIO


Salve lettori, oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto di recente, del quale buona parte è ambientata all’interno delle mura del liceo classico che ho frequentato. Sto parlando de “Il bordo vertiginoso delle cose” di Gianrico Carofiglio (Rizzoli editore).

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Quando la lettura di un articolo di giornale è capace di far scattare un input. Nel nuovo attesissimo romanzo di Gianrico Carofiglio il protagonista, uno scrittore in crisi dopo il successo del suo romanzo d’esordio, dopo essersi recato al bar per una colazione e aver letto su un quotidiano riguardo un fatto sanguinoso avvenuto nella sua città natale e del quale è stato vittima un suo ex compagno di liceo, decide di partire. Lascia alle spalle tutto e sale su un treno: “quel senso di straniamento che ci prende quando viaggiamo per terre sconosciute e lontane”.

Egli torna a Bari e, vagabondando per le strade, rivive momenti del passato. In particolare egli ricorda gli anni dell’adolescenza trascorsa tra le mura del liceo “Q. Orazio Flacco”, frequentato tra l’altro dall’autore stesso. La storia di un’amicizia tra ragazzi e l’ammirazione, che è quasi amore, verso un insegnante fanno da sfondo a questo flusso continuo e inarrestabile di ricordi.

L’autore scrive impersonando se stesso. Ogni passo è un ricordo, una sensazione, un’emozione.

Nel romanzo acconto al tema del ricordo domina quello della crescita attraverso esperienze di vita (alcune assolutamente negative, quasi da antieroe). Presenti sono anche il tema degli affetti ritrovati e quello dell’incontro.Nel finale sarà proprio un incontro (voluto e cercato) a farlo riflettere e a dare al lettore una sorta di morale. Se da un lato l’opera assume le forme di un perfetto romanzo di formazione, dall’altro il romanzo non riesce a penetrare nelle coscienze dei lettori.

I baresi, sicuramente, riconosceranno strade, luoghi e tradizioni, ma oltre questo effetto-nostalgia, il romanzo scorre in maniera sterile. A questo contribuisce lo stile narrativo con l’uso della seconda persona singolare per narrare avvenimenti presenti che tende a disperdere il lettore, il quale quasi non si accorge di essere giunto alla fine del libro.

Nel complesso il romanzo, capace anche di procurare un sorriso, è un’ottima forma di evasione dalla realtà.

LINK ACQUISTO Il bordo vertiginoso delle cose

Grazie per la lettura, alla prossima!

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