OGGI VI PRESENTO… SILVIA LOMBARDI, VINCITRICE DEL CONCORSO “BUK”


“Nonno Pilastro” scritto da Silvia Lombardi e Mario Courrier si è aggiudicato il primo premio nel concorso letterario “Buk” patrocinato dall’associazione scrivendo volo. Il racconto è contenuto nell’antologia “Scritture in libertà” edita da “Il violino edizioni”, volume che è stato presentato in occasione della fiera della piccola e media editoria “Buk” di Modena.

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Il testo vincitore del quale vi parlo si contraddistingue per la sua lettura agevole e per la facile comprensione. Tratta di un tema particolarmente importante, ossia vuole parlare di un problema contemporaneo: la situazione dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, da sempre un cantiere a cielo aperto.
Estremamente originale è la trovata narrativa del pilastro commemorativo dell’anziano nonno proprio nel luogo nel quale sorgerà l’autostrada. Ne scaturisce un racconto per certi versi ironico, ma estremamente coinvolgente ed emozionante, specie se si guarda l’anziana nonna che si dispera e prega soffrendo, come se il marito fosse morto una seconda volta. Tuttavia una soluzione di compromesso con l’anas (o meglio con l’ananas!) risolverà il problema…
Ho rivolto alcune domande, riguardo il racconto, all’autrice, la quale ha partecipato alla cerimonia di premiazione a Modena.

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Ciao Silvia e grazie per aver accettato il mio invito. Complimenti per il vostro racconto! Nel vostro elaborato trattate di un problema storico-sociale italiano, come mai avete scelto di proporre questo tema?
La mia scrittura è particolarmente asciutta. Non sono portata a scrivere d’amore (o comunque d’amore inteso in maniera tradizionale). Mario proviene dal mondo del cinema e del teatro. I temi sociali sono quelli che alla fine più si adattano alle nostre individualità. Quindi, abbiamo messo insieme le idee, creato dialoghi e cercato di esprimere immagini vive. Ne è uscito il Signor Antonio Pilastro. Siamo riusciti nel nostro intento e ci siamo divertiti tantissimo a scrivere insieme.
Nel racconto un posto di rilevo lo ha l’ironia. Il vostro intento è stato creare il riso amaro per dirla alla pirandelliana maniera?
Certo, un riso amaro che nasce spontaneo quando si guarda alle “miserie d’Italia”. Non solo la situazione dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, ma anche la mafia calabrese… Potrebbe esserci davvero un uomo murato in un pilastro! Nonno Pilastro vuole essere una denuncia fatta in maniera inusuale e l’ironia, condita con la caricatura dei protagonisti, credo contribuisca a rendere più fluida la lettura di temi difficili e a volte pesanti.
Volete lanciare un messaggio con questo racconto o è pura evasione?
Nonno Pilastro nasce da discussioni con Mario sul tema della ‘ndrangheta. Vuole essere una denuncia di quello che la mafia arriva a fare. La frase posta, non a caso, al termine del racconto, vuole rappresentare la paura  che abbiamo tutti, di denunciare. A combattere sono bravi in pochi…
Passiamo a domande un po’ più “personali”
Scrivi da molto?
Mi è sempre piaciuto esprimermi attraverso la scrittura, fin da piccola mi dilettavo scrivendo poesie.
L’input me lo ha dato un concorso di poesia al quale ho partecipato un anno e mezzo fa; il tema del concorso era “Tu chiamale se vuoi, emozioni”. La mia poesia “Scivola” si è classificata al primo posto. Ho pensato che potevo scrivere ed ho iniziato la mia gavetta.
Che generi di lettura preferisci?
Leggo di tutto.  Non ho mai pensato di avere un autore preferito o un genere che preferisco. Mi piace la Mazzantini, Ammaniti prima maniera, Morozzi… ma mi piacciono anche Svevo e Calvino, leggo di psicologia e di filosofia.
Hai uno scrittore che ammiri e che consideri un modello?
Sì, la poetessa e saggista polacca Wisława Szymborska, Nobel per la Letteratura nel 1996. Adoro la sua dolcezza e la sua semplicità.
Avevi già pubblicato qualcosa o questa è stata la tua prima pubblicazione?
Sì, ho già pubblicato alcune poesie e qualche racconto.
Continuerai a scrivere, hai qualche progetto del quale vuoi parlarci?
Ho un libro in cantiere. Il titolo provvisorio è “Storie di donne al limite”. Una decina di racconti dove cerco di esporre alcuni temi sociali particolari. Parlo di manipolazione psicologica, anoressia e bulimia, alcolismo, violenza, ansia, solitudine, stalking, mobbing… e sindrome di Peter Pan. I racconti saranno commentati da una psicoterapeuta che darà una spiegazione clinica di facile comprensione del tema trattato.

Hai partecipato alla cerimonia di premiazione. Cosa puoi raccontarci? Che tipo di emozione hai vissuto?
La Fiera della Piccola e Media Editoria di Modena è a me cara. Lo scorso anno il mio racconto “Emma” si è classificato primo.
L’emozione è sempre tanta, anche se quest’anno ho saputo gestire meglio la mia presenza sul palco grazie alla presenza di altri autori. (sono inspiegabilmente timida).
La location, la Chiesa di San Carlo, è davvero molto bella per questo tipo di manifestazioni. Ho molto apprezzato la pièce che ha preceduto la premiazione ed il concerto di musica basca che l’ha seguita.
La fiera, al foro boario, è sempre molto interessante. Ovviamente ho fatto acquisti…
Grazie Silvia per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto.
Grazie a te.

Grazie anche a voi, lettori e vi dò appuntamento alla prossima!

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