RECENSIONE “LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO” DI ORIANA FALLACI


Salve lettori, oggi vorrei parlarvi di un libro che ho letto un pò di tempo fa e del quale mi sono innamorata, mi riferisco a “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci, (Rizzoli editore).

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Protagonista è una donna (alter ego dell’autrice) che scopre di essere incinta. Si trova davanti al grande dilemma: dare la vita a questa creatura o negarla? In un primo momento opta per la seconda opzione, anche perché non è sposata, non ha uomo e, soprattutto, è una donna in carriera. Tuttavia, memore anche di quello che era accaduto a sua madre, la quale non voleva suo figlio e faceva di tutto per ucciderlo, sino a quando lei ha scalciato, capisce che non bisogna togliere la vita a chi non l’ha ancora vissuta. Inizia così un lungo dialogo col suo bambino. Gli racconta la sua vita, le sue abitudini, i viaggi, la società nella quale si troverà a vivere e instaura con lui una forma d’amore speciale che la porterà a rinunciare alla sua stessa vita quando la vita del bambino soccombe.

Un libro scritto da una donna nel lontano 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. L’opera nasce come un articolo, ma poi l’autrice decide di farne un romanzo, probabilmente influenzata dalle sue stesse vicende di vita. La narrazione, scorrevole e diretta, è condotta attraverso l’uso di uno stile semplice, ma capace di coinvolgere ed emozionare il lettore. Lettore che si immedesima nella protagonista, che piange con lei e che resta di stucco difronte al triste finale. L’amore di una madre è anche questo…

Personalmente ho letto questo libro a sedici anni e sono giunta all’ultima pagina singhiozzando. Ne ho parlato in questo blog molto tempo fa CLICCA QUI

E’ stato proprio questo libro che mi ha fatto innamorare della scrittura e che mi ha portata a gettare i semi del sogno che coltivo ancora: diventare una scrittrice di romanzi, anche se ad oggi questo sogno non sono ancora riuscita a realizzarlo (spero di riuscirci nei prossimi mesi!). Dopo questa piccola disgressione personale, consiglio, a quanti non l’abbiamo fatto ancora, la lettura di questo libro, poiché è, davvero, uno di quei libri che tocca l’anima, uno di quei libri che si leggono una volta e restano nella mente per sempre. Vi lascio con le parole che mi hanno emozionato più delle altre contenute nel libro:

“Spero che i miei consigli ti siano serviti. Spero che tu non abbia mai urlato l’atroce bestemmia “perché‚ sono nato?”.
Spero che tu abbia concluso che ne valeva la pena: a costo di soffrire, a costo di morire. Sono così orgogliosa d’averti tirato fuori dal nulla a costo di soffrire, a costo di morire. Fa davvero freddo e il soffitto bianco ora é proprio nero. Ma siamo arrivati, ecco la magnolia. Cogli un fiore. Io non ci sono mai riuscita, tu ci riuscirai. Alzati sulla punta dei piedi, allunga un braccio. Così. Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C’è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna.Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita.
Guarda, s’accende una luce… Si odono voci… Qualcuno corre, grida, si dispera…
Ma altrove nascono mille, centomila bambini e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore.”

LINK ACQUISTO Lettere ad un bambino mai nato

Grazie per la lettura, alla prossima!

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