QUALCHE DOMANDA A… ROSALBA REPACI


Salve lettori, oggi vi faccio conoscere un’autrice esordiente Rosalba Repaci, la quale insieme all’amica Alessandra Alioto ha scritto il romanzo “Dimmi come mai” edito dalla Cicorivolta edizioni, che ho recensito in questo blog https://ragazzainrosso.wordpress.com/2014/04/10/recensione-di-dimmi-come-mai-di-alessandra-alioto-e-rosalba-repaci/.

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Ciao Rosalba e grazie per aver accettato il mio invito. Parliamo del romanzo che hai scritto insieme ad Alessandra Alioto, davvero commuovente. Cosa vi ha ispirato?
Nulla di particolare, i personaggi sono entrati nelle nostre menti e noi, non abbiamo potuto fare altro che raccontare la loro storia: così li abbiamo usati per permettere alle emozioni più pressanti di uscire allo scoperto.

Il romanzo sviluppa il tema dell’amicizia e anche voi autrici siete amiche. Vi sentite un po’ come Dalila e Andrea?
Forse. In entrambe riconosciamo alcuni aspetti che ci accomunano; Dalila ed Andrea sono personaggi con le quali è molto facile identificarsi.

Cosa è per voi l’amicizia? E’ un sentimento ancora possibile ai nostri giorni?
Ti rispondiamo con una frase del libro:
“L’amicizia vera è condivisione, non solo di attimi sereni e gioie inattese in giornate che nascono buie, ma soprattutto partecipazione ai bisogni dell’altro, al di là delle parole e attraverso sguardi che sembrano incidere l’anima”.
Purtroppo, non è facile ai giorni nostri trovare persone disposte ad investire il proprio tempo, le proprie energie e desiderose di mettersi a nudo per gli amici, ma condividere le esperienze di vita è l’unico modo per essere veramente felici.

Scrivete da molto? E da dove è nata la passione per la scrittura?
Una cosa è certa, noi leggiamo da molto tempo, il male della scrittura è venuto in seguito e ci ha cambiato la vita: tutte le storie che erano dentro di noi ora premono per uscire.

Nella vostra storia si parla di un tema serio come il coma. Cosa pensate di questa situazione? È davvero possibile percepire l’ambiente esterno?
Non abbiamo le conoscenze per risponderti, il nostro è stato un artifizio letterario per permettere alla protagonista di prendere coscienza della sua vita stonata.

Nel romanzo le figure maschili (fatta eccezione per Rudy) hanno una maschera che poi gettano e sono dei tipi, avete scelto dei canoni fissi oppure è stato casuale?
Sicuramente è stato tutto casuale… i personaggi e le loro storie parallele si sono arroccati alla triste vicenda della protagonista.

Avete in mente altri progetti dei quali volete parlarne?
Stiamo scrivendo un secondo libro, a tinte gialle, ma nuovamente inserito in un contesto sociale molto attuale.

In bocca al lupo per tutto e complimenti per il romanzo!

Vi ringrazio per la lettura, alla prossima 🙂

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