RECENSIONE DI… “FINCHE’ LE STELLE SARANNO IN CIELO” DI KRISTIN HARMEL


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo che ho apprezzato dalla prima all’ultima pagina. Mi riferisco a “Finché le stelle saranno in cielo” di Kristin Harmel (Garzanti editore).

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Hope, madre dell’adolescente Annie, per la quale ha abbandonato il suo sogno di gioventù ed ex moglie dell’avvocato Rob, gestisce la pasticceria di famiglia a Cape Cod. Rose, nonna di Hope, è malata di Alzeheimer e vive in un istituto dove aspetta con ansia la sera per guardare le stelle. Un giorno, in un momento di lucidità, ella consegna alla nipote un elenco di nomi e le raccomanda di partire subito per Parigi. Dopo alcuni iniziali momenti di titubanza, Hope accetta. Ha inizio un viaggio alla scoperta del passato di Rose, emigrata in America per sfuggire all’Olocausto.

Il romanzo verte su due motivi principali: da un lato l’Olocausto e dall’altro l’amore.

Il viaggio di Hope (ilcui nome è un “nomen omen” poiché in italiano si traduce “speranza”) permette di ricostruire, tassello dopo tassello, la vera storia della sua famiglia. Le terribili vicende di quelli anni di guerra rivivono attraverso i ricordi confusi di Rose e le scoperte, sempre più sconvolgenti, di Hope.

L’Amore (che chi scrive questa recensione segna volutamente con la A maiuscola) muove, come un perfetto burattinaio, le vicende narrative. E’ solo per amore che Rose accetta di abbandonare la propria famiglia ed è solo per amore verso i suoi cari se non ha mai raccontato nulla.

“Finché le stelle saranno in cielo” è un romanzo caratterizzato da uno stile semplice, leggero, anche se tratta di un tema importante e doloroso, e capace di coinvolgere pienamente il lettore, il quale si commuove per il triste destino della protagonista e si pone delle domande alle quali l’autrice da prontamente risposta servendosi della voce di Rose.

Al termine della lettura, quando qualche lacrima avrà rigato le guance del lettore, ci si rende conto di quanto nella vita sia necessario amare. Amare gli affetti, amare la propria terra, amare, nonostante tutto, la persona che è stata il primo vero amore.

«Voglio dire che l’amore è tutt’intorno a noi», afferma lui. «Ma più diventiamo vecchi, più lo troviamo sconcertante. Più sono le volte in cui siamo rimasti feriti e più ci risulta difficile riconoscerlo, accoglierlo nei nostri cuori e crederci davvero. E se non riusciamo ad accogliere l’amore, non possiamo mai provarlo davvero.»

Non bisogna avere paura dell’amore. E’ questa le lezione di vita che nonna Rose, in primis, ma anche tutti gli altri personaggi consegnano ad Hope.

Un amore capace di durare “Finché le stelle saranno in cielo”.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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