RECENSIONE DI… “IL DIARIO PROIBITO DI MARIA ANTONIETTA” DI JULIET GREY


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo nel quale è protagonista una grande donna di Francia. Sto parlando de “Il diario proibito di Maria Antonietta” di Juliet Grey (Newton compton editore).

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Il romanzo storico narra gli avvenimenti che si snodano tra il maggio 1766, quando la giovane Maria Antonietta è una bambina spensierata, e il maggio 1774, quando, in seguito alla morte del padre, Luigi Augusto, delfino di Francia, diviene re col nome di Luigi XVI.

La giovane Maria Antonietta, che narra le sue vicende in prima persona, è una bambina ribelle e giocherellona che si diverte a fare scherzi assieme alla sorella Carolina. Un giorno sua madre, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, le comunica che molto presto andrà in sposa al delfino di Francia. Da questo momento per la giovane figlia di casa Asburgo ha inizio un duro periodo nel quale sarà preparata a divenire una perfetta principessa francese. Dure ore di erudizione sulla lingua e la storia francese, lezioni di portamento, di ballo, sedute per migliorare l’aspetto fisico. Quando la giovane incontrerà suo marito, si troverà catapultata nel mondo sfarzoso della corte dei Borbone. Un mondo fatto di pettegolezzi, intrighi e difficoltà nel rapporto col delfino, il quale non riesce a superare un misterioso blocco psicologico che lo rende distante nei confronti della povera moglie.

“La sua voce tremava per l’emozione e anche per qualcos’altro: il senso di trionfo.”

L’opera offre un ottimo spaccato sulla società prima asburgica e poi borbonica della seconda metà del ‘700.

Assolutamente ben riusciti sono i personaggi di Maria Antonietta e di Luigi Augusto.

La prima subisce una grande trasformazione. Viene presentata inizialmente come una bambina costretta a crescere in fretta e poi come una sovrana che deve armarsi anche di astuzia oltre che di saggezza, per fronteggiare i problemi personali e le particolari logiche della ragion di Stato.

Il futuro sovrano, anch’egli poco più che un bambino, combatte tra il rincorrere le sue passioni e le responsabilità coniugali, in primis, garantire alla nazione un erede. Un inetto per molti, ma una grande speranza per la nazione.

Lo stile, semplice, fluido e lineare, permette di rendere il lettore protagonista delle vicende narrate. Questi, oltre che partecipare, come se fosse un ospite, alle vicende di casa Borbone, ha la possibilità di entrare in medias res nella vita del tempo e di prendere coscienza della condizione della nobiltà in un’epoca nella quale i matrimoni non si celebravano per amore, ma facevano parte di un ben più ampio disegno politico che avrebbe, inevitabilmente, influito sulla situazione europea fino ai giorni nostri.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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