RECENSIONE DI… “LE SEI MOGLI DI ENRICO VIII” DI ANTONIA FRASER


Salve lettori, visti i miei ultimi acquisti librosi, ho deciso di abbandonare momentaneamente i romanzi e di dedicare alcune recensioni a libri di argomento storico sui miei adorati Tudors. Iniziamo con “Le sei mogli di Enrico VIII” di Antonia Fraser (Mondadori editore).

www.mondadoristore.it

I libri di storia ci insegnano che Enrico VIII fu sposato sei volte con Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Clèves, Caterina Howard e Caterina Parr. Questi stessi libri di storia ci tramandano che egli non fu di certo un marito adorabile, poiché, tutti ricorderanno il celebre ritornello: “Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta.”

Antonia Fraser, storica inglese, si prefigge lo scopo, come ella stessa dirà nella prefazione, di fornire ai lettori un ritratto a tutto tondo di queste sei donne, distaccandosi dalle leggende, dagli aneddoti e dai falsi miti che la tradizione ha fatto giungere sino a noi.

Il libro non si presenta, perciò, come un romanzo, ma come un saggio storico. Tuttavia lo stile utilizzato e il periodare scorrevole e fluido riescono a rendere la lettura particolarmente agevole e mai noiosa. Non si tratta di una sterile successione di date e avvenimenti, ma di una discussione nella quale l’autrice si avvale di un ampio apparato di fonti, (documenti dell’epoca, lettere autografe, studi successivi) come si evince dalla ricca bibliografia posta al termine del volume e dalle numerose note a piè di pagina; il saggio viene perciò apprezzato anche dai “non addetti ai lavori”, da chi è curioso di conoscere qualcosa in più su questo sovrano tanto grande nella storia inglese, sicuramente influenzato dal celebre telefilm che, pur essendo stato adattato a esigenze televisive, si attiene agli eventi storici.

Antonia Frasen riesce a mantenere un linguaggio oggettivo senza mostrare alcuna forma di preferenza per l’una o per l’altra regina. Riesce a coinvolgere pienamente il lettore, il quale, pur conoscendo, almeno per sommi capi, i destini delle povere donne, si stupisce, innoridisce, scopre particolari nuovi e si trova, inevitabilmente, proiettato nella vita europea a cavallo tra il XV e XVI secolo, con le sue alleanze matrimoniali, le sue lotte politiche, le sue ribellioni e le sue condanne capitali.

A ogni regina l’autrice dedica ampio spazio e uno schema prestabilito. Illustra i natali, la discenza (nobile o modesta), spiega come e perchè la donna si è ritrovata nell’ambito della corte, (si ricordi, a tal proposito, che Caterina d’Aragona era vedova del fratello di Enrico, Arturo e Anna di Clèves fu scelta per esigenze politiche, mentre tutti gli altri quattro matrimoni sono stati matrimoni d’amore) e descrive dettagliatamente le vicende prematrimoniali, di regno per poi concludere con il declino. Sei donne dall’aspetto fisico, ma, soprattutto, dai caratteri assai diversi tra di loro, eppure unite l’una all’altra nel segno del destino. Tutte “vittime” dell’enorme potere di Enrico VIII e dell’ossessione, tipica di quei tempi, del figlio maschio.

Caterina d’Aragona, la figlia di Spagna, pia, devota, estreamente istruita, testarda e ferma nelle sue posizioni.

Anna Bolena, figura interessante, ma dalla lingua tagliente, uccisa per colpe che non aveva commesso.

Jane Seymour, “pienamente amata”, ma sfortunata, morta per dare al re il tanto desiderato erede maschio.

Anna di Clèves, ripudiata, perché incapace di attrarre sessualmente il re, eppure così forte da restare al suo fianco come “sorella” (e vedersi sostituire nel ruolo di regina consorte per ben due volte!)

Caterina Howard, cugina di Anna Bolena, la “rosa senza spine”, ragazzina che si ritrova a vivere in un mondo troppo grande per lei e, per questo, punita con la morte nello stesso luogo e sullo stesso ceppo della cugina.

Caterina Parr, costretta a rinunciare al suo vero amore per obbedire al volere del re, l’infermiera che lo ha visto morire.

L’opera si conclude con una postfazione, di spiccato interesse, nella quale l’autrice trae le conclusioni e guarda i protagonisti con occhi presenti illustrando al lettore dove i resti di questi illustri personaggi sono sepolti.

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Vi ringrazio per la lettura, alla prossima 🙂

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