RECENSIONE DI… “IO CHE AMO SOLO TE” E “LA CENA DI NATALE” DI LUCA BIANCHINI


Salve lettori, oggi vi parlo di due libri che ho letto approfittando del fenomeno “flipback”. Mi riferisco al volume “Io che amo solo te” in questa versione compatta unito a “La cena di Natale” entrambi di Luca Bianchini (Mondadori editore).

Chiara e Damiano sono due giovani innamorati polignanesi alla vigilia delle nozze. Il romanzo occupa l’arco di tre giorni (vigilia, matrimonio, post matrimonio) durante i quali gli sposi e i loro familiari sono impegnati nei preparativi tra dubbi dell’ultimo minuto, prefilm, parrucchiere, fiori e bomboniere. Accanto ai due personaggi principali si muove una fitta schiera di amici e parenti. Orlando, fratello dello sposo, omosessuale; Nancy, sorella della sposa, ragazzina alle prese coi drammi del sesso; Matilde, mamma di Damiano, che ama eccedere per far notare la sua ricchezza; Ninella, madre di Chiara, una brava donna dal passato doloroso e poi c’è lui, Don Mimì, padre dello sposo ed ex amore di Ninella.

Ci sono storie testardamente incapaci di finire,che ti torturano come un male.

L’autore narra, seguendo lo stile tipico di una commedia, il tipico matrimonio del Sud Italia, dal menù abbondante e dal timore costante delle critiche da parte degli invitati, dei grandi esclusi e di tutto il vicinato. Il romanzo fa sorridere e si legge piacevolmente, poi per chi conosce le tradizioni locali il divertimento è assicurato! L’autore presenta anche tematiche socialmente rilevanti, come l’omessualità di Orlando vista come tabù e quasi motivo di vergogna. Non mancano i tanti colpi di scena e la vicenda d’amore della quale non sono tanto protagonisti Chiara e Damiano quanto i rispettivi genitori. Verrà a crearsi un triangolo amoroso di tutto rispetto!

“La cena di Natale” attesissimo seguito di “Io che amo solo te” vede nuovamente tutti i personaggi che l’autore ha imparato a conoscere e amare impegnati, adesso, con le festività natalizie, difatti, l’opera narra gli eventi dell’antivigilia e della viglia di Natale. Nuovi timori, nuovi menù e nuove scene comiche hanno come sfondo un’insolita Polignano coperta dalla neve. La cena della vigilia si rivela per Matilde l’occasione per riunire la famiglia, ma, soprattutto, per sfidare la consuocera Ninella della quale, lei sa bene, il marito è da sempre innamorato. La momentanea perdita del prezioso anello di diamanti e smeraldi che Don Mimì, travolto dai sensi di colpa, ha regalato alla moglie, è al centro della vicenda narrativa che si ambienta principalmente nel salone della grande casa della First Lady.

“Tu devi lasciare tua moglie solo se te la senti, e non devi farlo per me. Fallo, se credi che sia giusto, e poi cercami di nuovo. Ma non è detto che io sarò qui ad aspettarti.”

Anche in quest’opera l’autore si serve dell’ironia e dell’eccesso di situazioni tragi-comiche, anche se il racconto, come tutti i seguiti che si rispettino, appare “forzato”, la stessa ironia perde la connotazione che aveva assunto nel primo romanzo e il lettore sorride meno, forse un pò annoiato.

In entrambi i volumi degne di nota sono le descrizioni dei luoghi che permettono di far sentire padrone del territorio anche chi non ha mai avuto il piacere di visitarlo.

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La cena di Natale di Io che amo solo te

Vi ringrazio della lettura, alla prossima 🙂

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