RECENSIONE DI… “RIMINI” DI PIER VITTORIO TONDELLI


Salve lettori, oggi vi parlo di un libro il cui titolo richiama la stagione estiva. Mi riferisco a “Rimini” di Pier Vittorio Tondelli (Bompiani editore).

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Marco Bauer lavora presso la redazione di un giornale milanese scrivendo piccoli articoli. Un giorno il direttore gli comunica che dovrà recarsi a Rimini per occuparsi del supplemento estivo nel quale dovrà parlare di cronaca, arte, spettacolo e di tutto ciò che accade nei luoghi di vacanza, cosicché i turisti siano sempre informati. Egli, convinto di aver avuto un avanzamento di carriera, parte con molto entusiasmo e organizza il lavoro nella nuova redazione. Rimini, meta di turismo postmoderno, è presa d’ assalto da quanti desiderano vivere esperienze diverse dal comune, ma, soprattutto, è teatro di un giallo che lascerà di stucco il povero Marco Bauer.

“So cosa vuol dire fallire, sbagliare. Essere costretti a tornarsene indietro. So che non è mai un ricominciare. Si finge che sia così. Si dice: ora tutto riparte in una direzione nuova, e può anche essere vero. Ma tu certo non ricominci niente di niente. Continui proprio dal tuo vicolo cieco. Da nessun’altra parte se non da quel punto lì.”

Il romanzo è uno spaccato delle vacanze nella riviera romagnola in pieni anni’80. Locali notturni, spiagge, alcool e sesso dominano la scena. Numerosi personaggi si recano nella celebre città marittima per svariati motivi: trovare finanziamenti per realizzare un film, ritrovare la sorella scomparsa, annunciare la fine del mondo… Le loro vicissitudini si alternano tra le righe susseguendosi, talora, troppo velocemente le une alle altre e generando, perciò, confusione nel lettore che non riesce più a seguire il filo della narrazione.

Vicenda centrale è il caso del “suicidio” del senatore Lughi che farà comprendere al protagonista quanto egli sia stato usato per fare il gioco dei “grandi”.

Decisamente ben riuscito è il personaggio di Marco Bauer. Giornalista col desiderio di emergere, non può far altro che ammettere la propria sconfitta.

Altro personaggio degno di nota è quello di Susy, giovane, sensuale giornalista che Bauer incontrerà a Rimini e con la quale avrà una relazione, ambigua sin dall’inizio si rivelerà essere anch’ella pedina di questo gioco di potere e denaro.

Lo stile è schietto, diretto, molto esplicito, il tipico stile tondelliano senza tabù.

Il romanzo, letto nel nostro 2014, rappresenta un’eccellente occasione per conoscere un mondo e una società diversa da quella contemporanea solo in apparenza, ma praticamente identica nella sostanza.

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Vi ringrazio per la lettura, alla prossima 🙂

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