RECENSIONE DI… “IL CAPPOTTO E IL NASO” DI NIKOLAJ GOGOL’


Salve lettori, oggi vi parlo di alcuni racconti classici della letteratura russa. Mi riferisco a “Il cappotto”, “Il naso” e “Il calesse” di Nikolaj Gogol’ (raccolti in unico volume edito newton compton editori).

Il cappotto: Akakij Akakievic è un impiegato di un ministero incaricato di copiare documenti. Di animo nobile, egli è l’oggetto di derisione da parte dei colleghi  a causa del suo cappotto ormai rovinato dal tempo. Numerosi sacrifici permettono ad Akakij di comprare un nuovo cappotto. I colleghi ora lo ammirano, lo fanno sentire “importante”, ma una notte qualcuno ruba, all’impiegato, il prezioso indumento. Akakij prova a rivlgersi alle forze dell’ordine e ai pezzi grossi della società, ma nessuno sembra essere disponibile nei suoi confronti. Il povero impiegato, costretto a essere sottomesso ancora una volta, “studierà” un’originale forma di vendetta.

“E Pietroburgo rimase senza Akakij Akakievič, come se non ci fosse mai neanche esistito. Si dileguò, scomparve un essere che non era protetto da nessuno, a nessuno caro, e che non interessava nessuno; che non aveva richiamato su di sé l’attenzione neppure del naturalista, il quale non manca di infilzare nello spillo anche una comune mosca e studiarla al microscopio; un essere che aveva sofferto umilmente ogni beffa dei compagni d’ufficio, e che era disceso nella tomba senza aver compiuto nulla di notevole nella vita, ma a cui, tuttavia, sia pure all’estremo declino della vita, era comparso fuggevolmente l’ospite luminoso nelle parvenze di un cappotto, ravvivando per un fugace istante la sua misera esistenza; ma sul cui capo si era poi abbattuta ineluttabilmente la sventura, così come essa si abbatte sopra i potenti della terra.”

In questo racconto l’autore si serve dell’ironia per parlare della condizione dei “piccoli” costretti a sottostare alla figura dei “grandi”.

Il naso:: L’assessore collegiale Kovalev una mattina si sveglia senza naso. Lo cerca disperatamente girando in lungo e in largo, fino a quando lo riconosce sotto le mentite spoglie di un elegante funzionario che si muove in carrozza. Il maggiore Kovalev prova a rivolgersi alla redazione di un giornale e al commissariato, ma non ottiene aiuto, fino a quando un gendarme gli riconsegna il naso smarrito, bloccato mentre cercava di lasciare il paese.

“Ma al mondo non c’è nulla di duraturo e perciò anche la gioia, nell’attimo che segue, non è già più così viva; poi essa diventa ancor più debole e, infine, inavvertitamente si confonde con lo stato d’animo abituale, come nell’acqua un cerchio prodotto dalla caduta d’un sassolino finisce per confondersi con la superficie liscia.
Qui l’autore usa l’ironia nel narrare un avvenimento assolutamente inverosimile per mostrare la situazione della società. Perdere il naso è perdita del ruolo ricoperto dal protagonista in un mondo sempre più gerachizzato.

Il calesse: Certokuckj è un membro di rilievo della nobiltà della cittadina di B, da poco scelta da un reggimento dell’esercito come sua base. Egli per pavoneggiarsi, dopo aver partecipato a una festa, invita il comandante, il colonello e diversi ufficiali a pranzo, il giorno seguente, presso la sua abitazione cosicché essi possano ammirare il suo meraviglioso calesse. Certokuckj trascorre la serata tra alcool e gioco e rincasa alle prime luci dell’alba, tanto che sua moglie lo lascia dormire fino a mattina inoltrata. La sorpresa è enorme nel momento in cui giungono gli illustri ospiti. Il povero Certokuckij è costretto a ideare uno stratagemma, il quale, tuttavia, npon avrà esito positivo.
Ne “Il calesse”, un racconto brevissimo, l’autore fa ironia pura per suscitare il riso nel lettore.
Il narratore dei tre racconti è onniscente. L’autore usa uno stile piuttosto semplice, dati i canoni tipici della letteratura russa, descrive i luoghi senza dilungarsi nei particolari e alterna la narrazione con dialoghi.
In tutti i testi, come abbiamo visto, domina l’ironia. Un’ironia spiccata o “nascosta”, quello che noi definiamo “riso amaro”.

Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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