RECENSIONE DI… “PETALI DI ROSE” DI ANTONIO CARADONIO


Salve lettori, oggi vi parlo di un libro – documento. Mi riferisco a “Petali di Rose” dell’autore barese Antonio Caradonio (Adda editore).

Chi è Rose Montmasson? E perché di lei non si parla nei libri di storia? Sono queste le domande che Simonetta, studentessa modello di storia moderna trapiantata a Cambridge, si pone da anni. Le risposte ai suoi interrogativi sono contenute in un diario scritto dalla stessa Rose, da lei donato al popolo italiano e conservato presso la biblioteca dell’università di Oxford. Dalla lettura di questo prezioso documento, Simonetta ha modo di conoscere l’unica donna che prese parte alla spedizione dei mille.

“Al termine di quel lungo ed incredibile viaggio che è stata la mia vita, lascio all’Italia e ai suoi figli i miei semplici ricordi…”

Il romanzo storico si prefigge lo scopo di far emergere dall’oblio una figura estremamente importante nella storia del Risorgimento italiano.
Rose è una donna poliedrica: da una parte appare come una figura femminile coraggiosa, che lotta, rischiando la sua stessa vita, pur di vedere, finalmente, l’Italia unita e dall’altra appare come una moglie devota, innamorata di suo marito, Francesco Crispi, e da questi successivamente abbandonata per un’altra donna.
L’opera unisce due piani narrativi, alternando i capitoli, e due epoche storiche lontane una dall’altra. Da un lato è posta la vicenda di Simonetta, la quale vive nella nostra contemporaneità, e dall’altro quelle di lord Rennel e del marchese italiano Giuseppe Colli Ricci. Il diario è l’espediente narrativo che permette di avvicinare il passato al presente.
Lo stile utilizzato dall’autore è semplice, abbastanza dialogato, capace di rapire il lettore soprattutto attraverso la voce di Rose, per la quale egli sceglie un periodare fluido. Il lettore tende, invece, a distrarsi durante i racconti degli avvenimenti storici presentati come una sorta di “lezione accademica”.
Nel complesso, il romanzo, che non si configura come un testo d’evasione, merita di essere letto, non solo per comprendere cosa è stata concretamente l’unificazione d’Italia e per rivivere gli avvenimenti che portarono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale con la conseguente totale unificazione del paese, ma anche per conoscere e apprezzare un volto inedito ingiustamente trascurato dalla Storia.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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