RECENSIONE DI.. “L’AMORE, IL MATRIMONIO, I CHILI DI TROPPO” DI JACKIE ROSE


Salve lettori, oggi vi parlo di un chick lit con problemi di peso. Mi riferisco a “L’amore, il matrimonio, i chili di troppo” di Jackie Rose (Harlequin Mondadori editore).

Evelyn Mays è una giovane ventisettenne americana,impiegata presso un’azienda di cosmetici, donna in carne, innamorata del suo Bruce sin dai tempi del college. Questi, un giorno, irrome nell’ufficio della sua amata e le fa la tanto coraggiosa proposta di matrimonio. Evelyn, imbarazza, accetta e poi si rifugia in bagno a vomitare. Ha inizio un lungo periodo stressante di preparazione al grande giorno. E’ necessario: trovare la location adatta, organizzare la festa di fidanzamento, scegliere gli inviti e, soprattutto, perdere i chili di tropo per potersi permettere di indossare un vestito degno di tale nome. Cosa c’è di meglio dell’esercizio fisico? E cosa succederebbe se Jade, il personal trainer, fosse un ragazzo molto attraente? Tra risate, lacrime, sbagli e pasticci, riuscirà Evelyn a coronare il suo sogno d’amore?

“Ci sono giorni in cui sono felice. E giorni in cui mi manchi. E giorni in cui mi sento ancora incazzato nero. é…* Non posso farci niente. Continuo sempre ad augurarmi il meglio per te. Quello… quello che sto cercando di dire è che qualunque cosa la vita ci riservi, io mi auguro sinceramente che tu riesca a perdonarti.” Il romanzo, un frizzante chick lit, si propone di affrontare in maniera leggera e irriverente il periodo pre matrimoniale di una sposina ossessionata dai chili di troppo. Tutte le vicende di Evelyn ruotano attorno al bisogno di perdere peso a ogni costo, per cui l’autrice si dilunga nella descrizione delle giornate in palestra e dei meravigliosi progressi della protagonista: tantissimi chili persi in breve tempo, tanto che ella non riuscirà più a sentirsi se stessa. Dopo un inizio coinvolgente, la trama entra un pò in una fase di cararsi nella parte centrale del romanzo, alquanto statica e ripetitiva, riprende poi intensità nella fase finale. Lo stile è semplice, ricco di dialoghi e di adorazioni nei confronti della taglia 42. Il lettore sorride con la protagonista, soffre con lei, ma non riesce a sentirsi totalmente parte della vicenda, forse perché, almeno in un primo momento, si ha l’impressione che il romanzo ineggi all’esser magri sempre e comunque. Poi ci penserà la protagonista a smentire il lettore e a tornare suo suoi chili! Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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