RECENSIONE DI… “UN SOGNO TRA I FIOCCHI DI NEVE” DI CORINA BOMANN


Salve lettori, altro giro altra corsa! Le letture a tema natalizio proseguono con “Un sogno tra i fiocchi di neve” di Corina Bomann (Giunti editore).

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Anna, studentessa di Lettere nonché aspirante scrittrice, odia profondamente il Natale tanto da meritarsi l’appellativo di “Grinch” e puntualmente ogni anno fugge diretta verso mete lontane. Tuttavia il fratellino Jonathan la implora di trascorrere il Natale a casa, a Berlino, in compagnia della mamma e del patrigno. Anna, all’udire quella proposta, resta sconcertata ma non vuole far stare male il fratellino, così accetta. Il giorno seguente, 23 dicembre, prende un treno che la porterà dritta a Berlino ma durante il viaggio si addormenta profondamente tanto da scendere a circa duecento chilometri di distanza dalla capitale tedesca. E ora? Anna, nonostante la batteria del cellulare esaurita, non si perde d’animo e inizia a chiedere passaggi. Avrà modo di incontrare parecchia gente: autisti di mezzi spazzaneve, uno studente col sogno di comandare navi, tre arzille vecchiette, un camionista polacco, agenti della polizia doganale e un aitante rasta – surfista – psicologo. Riuscirà Anna a raggiungere i parenti e, soprattutto, ad apprezzare la magia del Natale?

Anna, immobile davanti al computer, osservava inebetita la mail: il suo fratellino le stava chiedendo di passare il Natale con lui, sua madre e il patrigno! Erano già passati sei mesi dall’ultima volta che aveva visto la sua famiglia e aveva resistito solo tre giorni, dopo di che era scappata via. Al solo pensiero ebbe una stretta allo stomaco, ma non appena le cadde lo sguardo sulle lettere di Jonathan e sulla foto del fratellino che aveva sulla scrivania, qualcosa si smosse dentro di lei. Era come se si fosse aperta una porticina. Era felice di rivedere il fratello, i suoi occhi raggianti e il suo sorriso.

Il romanzo si presenta come un racconto ironico che ha per protagonista un personaggio al quale capitano una serie di sventure una dietro l’altra, situazioni grottesche e al limite dell’assurdo. Apparentemente potrebbe sembrare un romanzo leggero, scritto per suscitare il riso nel lettore ma, soprattutto nel finale, si rivelano i veri messaggi che l’autrice vuole consegnare: una grande lezione psicologica, innanzitutto e il consiglio di non mollare e di non arrendersi dinanzi alle difficoltà. A questo proposito, mi piace pensare che le disavventure che capitano alla povera Anna siano una sorta di missione, delle prove che ella deve superare per giungere alla consapevolezza di sè.

Il romanzo coinvolge il lettore soprattutto all’inizio e nel finale mentre nella parte centrale la tensione scende forse perché il susseguirsi delle disavventure rende la narrazione leggermente noiosa e irreale.

Il personaggio di Anna è una figura alquanto complessa. Sarebbe riduttivo soffermarsi sull’appellativo “Grinch” poiché Anna tutto è furché il celebre mostro verde che detesta il Natale. Anna è una figura in crescita, ha bisogno di afferrare la vera essenza della famiglia e di superare un trauma profondo legato proprio al Natale. Ogni persona che l’aiuta a giungere alla meta non è semplicemente un’anima buona che le ha concesso un passaggio ma diviene un’anima buona che le aperto il cuore ed è proprio quello di cui ella è bisogno.

L’autrice si serve di uno stile semplice, lineare, abbastanza descrittivo e dialogato, peccato solo per alcuni momenti che rallentano il ritmo serrato della narrazione. Si apprezza il grande rilievo che ella attribuisce alle reazioni della protagonista dinanzi alle situazioni estreme: piangere, ridere, sorridere le permettono di avvicinarsi alla meta che, ovviamente, non è la sola casa familiare.

Un libro interessante, una buona lettura natalizia magari da accompagnare all’ascolto della celebre canzone Last Christmas di George Michael.

LINK ACQUISTO Un sogno tra i fiocchi di neve

Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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