RECENSIONE DI… “RITRATTO DI DONNA IN CREMISI” DI SIMONA AHRNSTEDT


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo rosa storico coinvolgente. Mi riferisco a “Ritratto di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt (Sperling&Kupfer editore).

Stoccolma, 1800… Beatrice, bellissima fanciulla dai lunghi capelli rossi, a seguito della morte dei genitori, vive con lo zio e i cugini. La sua vita è un dolore continuo a causa dei continui soprusi costretta a patire, non da ultimo il matrimonio forzato per salvare il destino dell’adorata cugina Sofia. L’incontro con Seth Hammerstaal, scapolo d’oro, amante delle belle donne, è destinato a cambiare irrimediabilmente il corso della storia. Tra momenti romantici, passioni, dolori e lacrime, la giovane Beatrice prova a scrivere il suo destino di donna.

“Beatrice si lasciò trascinare nel suo abbraccio. Poter stare con lui una sola volta, potersi sentire desiderata per quello che era davvero era tutto ciò che credeva.”

Il romanzo è uno spaccato sociale della società ottocentesca, un mondo ricco di contraddizioni e ingiustizie. Le donne sono presentate come figure secondarie, le quali, pur volendo essere protagoniste indiscusse delle vicende, vengono inevitabilmente relegate nell’angolo.

Beatrice è la figura principe dell’intera opera. Donna testarda, forte e allo stesso tempo debole, non esita a sacrificare se stessa per amore della cugina andando incontro a un matrimonio sbagliato, organizzato dalla famiglia per liberarsi di lei. È una figura sulla quale riflettere, quella di Beatrice, emblema di tutte quelle donne costrette a vivere un’esistenza passiva, senza alcuna possibilità di decidere del proprio destino… eppure Beatrice a suo modo si ribella ed è pronta a pagarne le conseguenze. Davvero un personaggio ben riuscito dal punto di vista storico e narrativo.

Seth, il protagonista maschile, è un personaggio davvero ambiguo.  In un primo momento agli occhi del lettore appare come l’eroe negativo, il nobile amante delle frivolezze, seduttore incallito, mentre nel corso della narrazione viene rivalutato divenendo il salvatore della situazione.

L’autrice si serve di uno stile semplice per rendere il romanzo accessibile a un pubblico eterogeneo, ricco di dialoghi e momenti di grande passione erotica. Fedele è anche il contesto storico sul quale ella non si dilunga ma offre un buon assaggio, quel tanto che basta a inquadrare le vicende narrate.

In un primo momento il romanzo lascia il lettore  in punta di piedi, un po’ estraneo alla vicenda ma poi, man mano che la narrazione prosegue, aumenta il coinvolgimento emotivo ed egli  resta a bocca aperta dinanzi ai numerosi colpi di scena, patteggiando per la “vittoria” del coraggioso potere femminile.

Un romanzo storico ben riuscito, un’ottima lettura, una buona occasione di fare storia.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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