RECENSIONE DI… “IO NON SONO IPOCONDRIACA” DI GIUSELLA DE MARIA


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo ironico e originale. Mi riferisco a “Io non sono ipocondriaca” di Giusella De Maria (Mondadori editore).

Nina vive a Sorrento dove gestisce un’attività di catering e ha un grande problema: è ipocondriaca. Ogni giorno avverte i sintomi di una nuova malattia, il suo armadietto è colmo di farmaci di ogni tipo, segue con maniacale attenzione tutti i programmi televisivi nei quali si parla di salute e ama frequentare assiduamente la farmacia per poter fare shopping compulsivo. Tutto cambia quando caso vuole che la sua vita s’intrecci con quella di Marcus, aitante chirurgo bolognese. Riuscirà il luminare a trovare una cura per questa strana malattia?

“Io non sono ipocondriaca. Cerco solo di non stramazzare al suolo quando avrei gli strumenti per evitarlo. In fondo, bastano poche semplici regolette per star bene in salute: prevenzione, igiene, conoscenze mediche di base, 118 alla mano.”

Il romanzo tratta con leggerezza e ironia quella che è a tutti gli effetti una malattia mentale: l’ipocondria. La protagonista ne è affetta ai massimi livelli, complici anche le tragiche circostanze nelle quali ha perso entrambi i genitori. La sua vita scorre tra una pasticca e l’altra, tra un analgesico, un protettore gastrico, un antiacido e un prodotto salvavita. Nina non sa cosa significhi stare male nel vero senso della parola. Solo quando il destino la porrà dinanzi alla sofferenza, quella vera, quella incurabile, allora capirà che lei non ha nulla, anzi deve ringraziare ogni giorno la Vita per i doni che le offre. Nina cambia radicalmente man mano che la trama del romanzo si evolve, riuscendo a divenire una donna completamente nuova: coraggiosa, determinata, innamorata.

L’opera unisce agli elementi tipici della commedia romantica (ironia, leggerezza, situazioni esilaranti, una certa goffaggine della protagonista) ingredienti propri del romanzo di formazione (momento di crisi del personaggio, svolta, crescita caratteriale).

L’autrice si serve di uno stile semplice, leggero, scorrevole, ironico e fitto di dialoghi, elementi, questi, che rendono la prosa fluida e irriverente. Pieno è il coinvolgimento emotivo da parte del lettore il quale si sente costantemente parte delle vicende ridendo ed emozionandosi dinanzi alle gesta della “folle” Nina.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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