RECENSIONE DI… “IO SONO DI LEGNO” DI GIULIA CARCASI


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo breve di qualche annetto fa. Mi riferisco a “Io sono di legno” di Giulia Carcasi (Feltrinelli editore).

Protagoniste della vicenda sono due donne, madre e figlia. Mia e sua madre Giulia. È un sabato sera come tanti: Mia è uscita e non rientrerà prima dell’alba, Giulia è a casa e s’imbatte nel diario della figlia. Lo legge e tra quelle pagine scopre la sua vera Mia, tra quelle pagine riaffiorano i ricordi e Giulia decide di usare la scrittura per far conoscere a sua figlia la sua storia. Racconterà dei suoi primi amori, del rapporto difficile con le sorelle, della sua passione per la Medicina, dell’incontro con l’uomo che diventerà suo marito e del dolce tormento di un amore proibito.

“Scrivere è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi guardare così, nudi e in piedi, pieni di difetti.”

Questo romanzo concretizza pienamente l’incomunicabilità dell’era moderna. Sembra assurdo che madre e figlia non si conoscano, che non riescano a parlare tanto che ricorrono alla scrittura. Entrambe prese dalle loro vite, dai loro sbagli per guardarsi negli occhi e raccontarsi. Giulia e Mia legate in maniera indissolubile sono in realtà due estranee che condividono per alcune ore lo stesso tetto, eppure sono più simili di quanto possano pensare.

Giulia è una donna insoddisfatta della sua vita, inquieta, sposata con un uomo che non ama, preferisce trascorrere ore in ospedale piuttosto che tra le pareti domestiche e Mia che tra quelle pareti non sta bene, preferisce evadere, uscire, ballare, frequentare uomini escludendo i sentimenti. Giulia e Mia sono due donne che hanno bisogno di ritrovarsi, di riamarsi…

Terza protagonista è la scrittura che da perfetta aiutante, permette tramite il suo potere, di far riavvicinare madre e figlia.

L’autrice si serve di uno stile semplice e scorrevole composto da brevi frasi che rispecchiano il linguaggio colloquiale. I numerosi dialoghi serrati sono interrotti da frasi a effetto capaci di rendere appieno gli stati d’animo dei personaggi ai quali la Carcasi dà spazio senza mai risultare noiosa o pesante.

Ampio è il coinvolgimento emotivo del lettore, il quale segue le vicende narrative con vivo interesse, quasi cercando di aiutare Giulia e Mia a ritrovarsi.

Un romanzo diverso da “Ma le stelle quante sono”, meno adolescenziale e più riflessivo.

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...