RECENSIONE DI… “NON DITELO ALLO SPOSO” DI ANNA BELL


Salve lettori, oggi vi parlo di un libro che si serve della comicità per parlare di un tema importante quale la dipendenza dal gioco d’azzardo. Mi riferisco a “Non ditelo allo sposo” di Anna Bell (Tre60 editore).

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Penny sogna da sempre il suo matrimonio e quando Mark le chiede finalmente di diventare di sua moglie, la giovane non sta più nella pelle. Tuttavia c’è un grosso problema: i risparmi destinati a coprire le innumerevoli spese si sono ridotti notevolmente. La causa? La passione smodata di Penny per il bingo on line. Confessare tutto a Mark è impossibile e così la giovane inventa un simpatico espediente: reinventa il celebre programma televisivo Non ditelo alla sposa e organizza il matrimonio senza coinvolgere il partner cercando di rientrare nel piccolissimo budget.

“Nei miei sogni a occhi aperti non c’erano gli eventi drammatici delle ultime ore e il mio viso non era rigato di lacrime. Ma finalmente ho capito che non importa. L’importante è che sto per sposare l’uomo dei miei sogni.”

Il romanzo non è un semplice chick lit, poiché si prefigge l’obbiettivo di trasmettere al lettore una lezione di vita. Penny, la protagonista, è letteralmente ossessionata dal matrimonio perfetto con tanto di abito di Vera Wang, scarpe di Jimmy Choo, ricevimento di lusso, fiori e musica al punto che tenta il colpaccio. Frivolezze, certo che però rischiano di mettere a repentaglio la serenità di un rapporto d’amore.

Penny riconosce i suoi errori. È pronta ad assumersi le responsabilità delle sue azioni e, per quanto possibile, a rimediare ai suoi sbagli. È una Penny che cresce notevolmente: se all’inizio dell’opera poteva apparire come una ragazzina amante delle favole con protagoniste le principesse, man mano che le vicende narrative proseguono diviene via via più matura, fino a trasformarsi in una donna coraggiosa capace di rinunciare al lusso e di scegliere l’Amore, quello vero.

L’autrice si serve di uno stile semplice, diretto, ironico e molto dialogato che riesce a coinvolgere pienamente il lettore  a farlo sorridere, evadere dalla realtà e soprattutto riflettere sulla dipendenza dal gioco d’azzardo. Certo, in un romanzo comico questo problema non avrà la stessa rilevanza rispetto a una pubblicazione specifica, ma servendosi di un genere popolare quale appunto il romanzo, raggiungere una fetta maggiore di pubblico.

Un romanzo leggero con una morale profonda, un testo che presenta in chiave tragicomica alcuni mali del nostro tempo.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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