RECENSIONE DI… “MILLE BACI E ANCORA CENTO” DI LAURA SCIOLLA


Salve lettori, in questa data storica, voglio parlarvi di un romanzo storico. Mi riferisco a “Mille baci e ancora cento” di Laura Sciolla (Mondadori editore).

Catullo, giovane poeta originario della Gallia Cisalpina, conosce a Roma Clodia, una matrona, sorella del tribuno Publio Clodio e moglie di Quinto Cecilio Metello. Tra i due nasce una forte passione che il poeta celebra nei suoi carmi chiamando la donna Lesbia. Tuttavia il loro amore si rivela ben presto irto d’insidie, gelosie, tradimenti e separazioni, fino a quando il potere della lirica lo renderà immortale.

“Io non sono né unica né divina: non ho mai creduto alle parole degli amanti che, pur di avermi, mi chiamavano Venere, dea, sublime. Sono solo una donna. E la mia voce si dissolverà nel vano vortice del tempo, come neve.”

I libri di letteratura latina offrono un’ampia descrizione della vita e delle opere del poeta veronese. Dalla lettura dei suoi carmi, apprendiamo che Catullo amò Lesbia, una donna sposata, molto più grande di lui e che questa lo abbandonò gettandolo nella disperazione. Tuttavia la tradizione letteraria romana non ci ha trasmesso alcuna notizia sulla psiche e il temperamento della donna: cosa ha provato? come ha reagito? A queste domande prova a rispondere l’autrice che, rifacendosi ai celebri carmi e ad affreschi dell’epoca, prova a dare volto e sentimenti alla Lesbia catulliana.

Clodia appare come una donna vittima del suo tempo. Costretta a sposare un uomo verso il quale non prova amore, si lascia sedurre da amanti occasionali fino a quando l’incontro con Catullo cambierà totalmente la sua concezione dell’amore. Verso il giovane poeta la donna prova un amore che è insieme romanticismo ed erotismo, un amore delicato e carnale, dolce e passionale. Tra le braccia del poeta, ella si lascia andare sentendosi finalmente se stessa, anche se le apparenze la costringono a tornare nel grigiore della vita quotidiana.

Catullo ama incondizionatamente la sua donna. A lei dedica poesie romantiche e dolci insieme a parole d’odio e amarezza. Il giovane si lascia vincere dalla forza impetuosa dell’amore e quando comprende che la sua donna ormai è lontana dal suo cuore, non esita a fuggire così da essere totalmente lontano da lei.

Altro grande protagonista del romanzo è l’ambientazione storica che incornicia e completa le gesta dei due amanti. L’autrice infatti ricostruisce, curandone ogni particolare, il modo di vivere del tempo, gli usi e i costumi, le tradizioni e le superstizioni, oltre che gli echi degli avvenimenti politici, i quali, ovviamene, influenzano il modo di vivere.

Lo stile è semplice, moderno pur contaminato con l’antico, fluido, scorrevole, esplicito nei momenti passionali. L’autrice riesce a mantenere sempre viva l’attenzione del lettore, coinvolgendolo nelle vicende narrate.

Un romanzo d’evasione che permette di far rivivere una delle storie d’amore più interessanti di tutti i tempi.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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