RECENSIONE DI… “CAMPARI A COLAZIONE” DI SARA CROWE


Salve lettori, oggi vi parlo di un romanzo che mi ha incuriosita sin dal primo momento e che non ha deluso affatto le mie aspettative. Mi riferisco a “Campari a colazione” di Sara Crowe (Harlequin Mondadori editore). Ringrazio nuovamente la casa editrice per avermi spedito una copia.

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Siamo nel 1987, Sue, ragazzina di diciassette anni, nativa dell’Hempshine, amante della scrittura e della creazione di nuovi vocaboli, si trasferisce per un anno presso Green Place, residenza di zia Carol, sorella di sua madre. La giovane vive una situazione familiare alquanto difficile e dolorosa: la madre è morta suicida e il padre sta per sposare la sua nuova compagna. Tra le vecchie mura dell’immensa villa e grazie all’irriverente zia Carol, a un gruppo di scrittura alquanto originale, a un lavoretto e a un inaspettato primo amore, Sue riesce a ritrovare se stessa e a bere il suo Campari a colazione.

” Per me, scrivere è più importante di ogni altra cosa, anche se a volte dubito che a qualcuno possano interessare le rimuginazioni di una diciassettenne che vive a Titford.”

Ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina, poiché riesce a unire alla perfezione in un’unica trama diversi genere letterari senza mai risultare noioso. “Campari a colazione” è un romanzo rosa, certo, ma è anche romanzo di formazione, giallo e paranormale.

La vicenda della giovane protagonista Sue, rispecchia il tipico romanzo di formazione, ella infatti alla fine della narrazione sarà totalmente diversa dall’adolescente che il lettore conosce attraverso la lettura delle prime pagine. I segreti di famiglia uniti alle “presenze” costituiscono l’elemento mistery dell’opera: un’incredibile rivelazione di zia Carol fa apparentemente crollare tutte le certezze della giovane nipote ma allo stesso tempo, apre la strada per nuove consapevolezze. Insieme zia e nipote decidono di ripercorrere la storia, di capire cosa è davvero accaduto nella loro famiglia. Non mancano i momenti esilaranti che alleggeriscono il flusso della narrazione.

Nell’opera non si distinguono i personaggi principali da quelli secondari, poiché tutti, persino l’antagonista per eccellenza, influiscono in maniera più o meno incisiva sulla crescita di Sue.

Voglio soffermarmi sul personaggio di zia Carol, una donna dalle grandi contraddizioni. Carol fin da bambina avverte su di sé il peso di essere la sorella maggiore e quando ormai la vita sembra aver fatto il suo corso, ella si rende conto di essere rimasta sola in un’immensa casa. Carol, per fuggire al dolore, trova rifugio nell’immaginazione. Compra scarpe e borse pensando a feste e banchetti ai quali mai nessuno la inviterà, s’indebita fino al collo e sogna un amore che la vita non le ha regalato. La presenza della giovane nipote l’aiuta a uscire da questo stato di torpore. Carol fonda un gruppo di scrittura, del quale sarà il guru, cerca d’impegnarsi concretamente nella ricostruzione della storia della sua famiglia e non può che sorridere orgogliosa dinanzi al roseo lieto fine.

La vicenda è narrata in prima persona. L’autrice si serve del diario per dare voce ai pensieri e al punto di vista della giovane protagonista che racconta a se stessa, senza filtri, tutto quello che le accade. Alle pagine di Sue si affiancano i volumi dello Zibaldone di zia Carol che catapulta il lettore negli anni della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra. Questa trovata narrativa permette di comprendere molte delle complesse dinamiche familiari vissute dagli abitanti di Green Place.

L’autrice si serve di uno stile semplice, diretto, fluido, adatto ai personaggi, capace di rispecchiare le emozioni, i dubbi e le perplessità che verranno poi consegnati al lettore, il quale assiste alle vicende in maniera attiva, fa congetture, ipotesi e supposizioni, si lascia trasportare dal clima che si respira a Green Place quasi affezionandosi ai suoi eccentrici e unici personaggi.

Un romanzo di agevole lettura, ben scritto e originale, una storia familiare fatta di gioie e dolori, segreti e ombre, pervasa d’amore.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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