RECENSIONE DI… “QUALCOSA CHE SOMIGLIA AL VERO AMORE” DI CRISTINA PETIT


Salve lettori, in questa domenica nella quale tuoni e fulmini mi fanno compagnia, voglio parlarvi di un romanzo dalla trama estremamente delicata ma dal ritmo abbastanza lento. Mi riferisco a “Qualcosa che somiglia al vero amore” di Cristina Petit (Tre60 editore).

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Clémentine Poli vive a Parigi nell’elegante appartamento che ha ereditato da una zia che non ha mai conosciuto. La giovane, che nutre un amore smisurato per i libri, si dedica a organizzare sedute di libroterapia per aiutare i bambini in difficoltà con i quali instaura un rapporto sincero ed empatico. Sarà proprio un bambino dello stabile, il tenero Remy, a farle conoscere gli altri inquilini e a immetterla nel circolo del tè del mercoledì pomeriggio. Albert è un giovane scrittore esordiente che ha scritto un romanzo ispirato a una donna che ha visto sulla metropolitana. Il romanzo riscuote un ampio successo, anche Clémentine lo legge e rimane spiazzata. La protagonista di quella vicenda ha qualcosa di molto familiare.

“Uno che scrive non è come se stesse parlando con te? Non ti richiede una relazione? Io, quando leggo, sento il gesto della scrittura, la sua intenzionalità come atto di comunicare con me. Senza pensare al contenuto, io sento una relazione con queste persone e decido di rapportarmi con loro, se ne leggo il libro.”

Considerato il mio grande amore per i libri, mi sono buttata a capofitto su questo romanzo ma purtroppo la lettura non si è rivelata quello che immaginavo.

Nel romanzo, che in alcuni passaggi mi ha ricordato L’eleganza del riccio, domina la componente psicologia e questo lo si evince sia dalle reazioni dei personaggi sia dai ritratti a tutto tondo che l’autrice scrive di essi. La trama è interessante e abbastanza originale e la narrazione alterna il punto di vista del narratore onnisciente e a quello del giovane scrittore Albert.

Il personaggio di Clémentine è davvero interessante e ben costruito. Il suo punto di forza è la generosità, grazie alla quale la giovane è pronta a donarsi agli altri. È una donna dotata di profonda sensibilità, Clémentine, quella stessa sensibilità con la quale affronta la lettura di un libro.

Lo stile è delicato, dolce e abbastanza fluido. Tuttavia ciò che rende il romanzo in alcune parti noioso è la scelta di un ritmo narrativo lento che fa abbassare il livello di attenzione nel lettore.

Un romanzo che avrebbe potuto essere perfetto, una lettura consigliata a quanti amano testi dallo spessore filosofico.

LINK ACQUISTO Qualcosa che somiglia al vero amore

Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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