RECENSIONE DI… “DOV’È FINITA AUDREY?” DI SOPHIE KINSELLA


Salve lettori, quanti di voi hanno trascorso questo caldo primo weekend di luglio al mare in compagnia di un buon libro? Oggi complice la quiete domenicale cittadina, ho terminato una nuova lettura riflessiva e leggera allo stesso tempo. Mi riferisco a “Dov’è finita Audrey?” di Sophie Kinsella (Mondadori editore).

Audrey è una ragazzina di quattordici anni che a seguito di un pesante trauma causato da alcuni episodi di bullismo avvenuto tra le mura scolastiche, si è chiusa in se stessa, non esce più di casa e indossa perennemente dei grandi occhiali scuri. Quando la giovane incontra Linus, amico di suo fratello, inizierà a provare strani sentimenti che si trasformeranno in reazioni e pian piano imparerà nuovamente a guardare in faccia la realtà.

“Ci guardiamo e guardiamo. E io sento fra di noi qualcosa di nuovo, di più intimo di qualsiasi cosa abbiamo fatto. Occhi negli occhi. È la connessione più potente del mondo.”

Chiunque al solo udire il nome di Sophie Kinsella pensa allo shopping, ai chick lit, ai romanzi rosa, invece in quest’ultima opera l’autrice stupisce positivamente i suoi lettori, non solo scegliendo il genere Young adult ma rivisitandolo in maniera del tutto originale.

Protagonista delle vicende è la giovanissima Audrey, una ragazzina costretta, come purtroppo tante altre, a vivere il dramma del bullismo. Attorno alla fanciulla gravitano i membri della sua famiglia che, inevitabilmente, vivono anche loro gli effetti di questa situazione preoccupante: mamma Anne, lettrice assidua del Daily Mail e accanita sostenitrice della lotta antivideogiochi; il papà Chris assente e apparentemente distante; il fratello maggiore Frank affetto da dipendenza da videogiochi e il fratellino Felix che tende a vivere un po’ in un mondo che non esiste. Talora i comportamenti dei componenti della famiglia tendono ad apparire esagerati, ma tutto è frutto di reazioni e del bisogno di proteggere il membro più debole.

Audrey non vuole guardare nessuno negli occhi, poiché ha paura degli altri. Gli occhiali da sole creano perciò uno schermo attraverso il quale ella può vedere senza essere vista e nascondere quelle emozioni che ha quasi paura di manifestare. Sarà solo grazie a Linus e alla sua testardaggine che uscirà dalla sua tana, trovando in quel ragazzino amante dei videogiochi uno nuovo stimolo e una nuova scommessa.

Il romanzo pullula d’amore che si presenta sotto la duplice forma di amore familiare e amore romantico. L’amore familiare talora tende quasi a opprimere la fragile Audrey: i genitori si preoccupano e per proteggerla dalla crudeltà del mondo esterno la spingono a rimanere chiusa nel tranquillo nido domestico. L’amore romantico, invece, riesce davvero a rivoluzionare la personalità della protagonista. Si tratta del classico primo amore tra ragazzini, un amore puro, semplice e per questo capace di compiere meraviglie.

L’autrice si serve di uno stile semplice, dialogato e fluido. Non mancano momenti nei quali la vena ironica prende il sopravvento regalando al lettore un giusto mix tra riflessione e leggerezza. Ampio è il coinvolgimento emotivo: il lettore s’immedesima nella narrazione e nei problemi esistenziali della giovanissima protagonista, auspica che tutto si risolva per il meglio e sorride nei momenti di tenerezza.

Un romanzo che è anche una lezione di vita su uno dei più grandi mali del nostro tempo. Una lettura piacevole e completa sotto tutti i punti di vista. Una prova narrativa assolutamente riuscita.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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