RECENSIONE DI… “LE DUE METÀ DEL MONDO” DI MARTA MOROTTI


Salve lettori ed eccoci giunti a un nuovo weekend. Molte zone d’Italia sono rinfrescate dalla pioggia, tranne la mia Bari (che sfortuna!), così per allontanare un po’ lo spettro di Caronte, ho preparato una nuova recensione di un romanzo davvero bello e coinvolgente. Mi riferisco a “Le due metà del mondo” di Marta Morotti (Harlequin Mondadori editore). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

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Maria ha appena terminato gli esami di maturità e ora per lei sono pronte a spalancarsi le porte del futuro. La giovane vorrebbe iscriversi alla facoltà di Psicologia, ma suo padre ha scelto per lei il lavoro in fabbrica. La vita della ragazza è un costante mondo di tenebre, un mondo del quale fanno parte un fratello problematico, un padre distante e una madre preoccupata. Un mondo troppo diverso dalla realtà.

Questa volta non volevo romanzi d’amore. Non avevo più voglia di leggere di quelle vite perfette… Avevo voglia di qualcosa che parlasse di cose vere.

Brividi lungo la schiena. È questa la sensazione che si prova durante la lettura di questo romanzo. Un’opera psicologicamente complessa e introspettiva.

Maria, la protagonista, è una ragazza diversa dalle sue coetanee. Ama rintanarsi in casa leggendo libri, guardando le fiction così da entrare in mondi altri. La giovane vive in uno stato di costante malessere. In famiglia non trova stimoli e affetto, tutti risucchiati da Omar, quel fratello “ritardato”. Per Maria è quasi impossibile fare amicizia. Tutti la giudicano, la considerano una pazza, una ragazza da evitare. Tutti tranne Salvatore, l’unica persona capace di penetrare nel suo mondo. Solo nella seconda parte del romanzo, narrata da Lucia, madre della protagonista, il lettore ha la possibilità di conoscere la causa del malessere di Maria. Un dolore che ella non è riuscita ad affrontare, preferendo rifugiarsi in un mondo che non esiste.

Ripartire diviene un comandamento. Ricominciare proprio da dove tutto finisce. Perdersi per poi ritrovarsi e affrontare le difficoltà dell’esistenza più forti di prima.

L’autrice si serve di uno stile semplice  incisivo. La sua prosa si compone di frasi brevi e di grande impatto emotivo capaci  di toccare l’anima del lettore.

L’elemento psicologico, del quale il romanzo è intriso, ben si amalgama con l’intreccio e la città di Torino con i suoi luoghi contribuisce a enfatizzare la vicenda. Ottime risultano le caratterizzazioni dei personaggi, dei quali l’autrice fornisce un ritratto a tutto tondo, capaci d’incidere – chi più e chi meno – sulla psiche della protagonista.

Ampissimo è il coinvolgimento  emotivo da parte del lettore, costantemente immerso nelle vicende, pronto a commuoversi e a rimanere sconvolto dinanzi agli incredibili eventi.

Un romanzo – non romanzo originale e coraggioso. Un’opera sconvolgente e tenera al punto stesso. Una narrazione della quale i sentimenti sono i veri protagonisti.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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