RECENSIONE DI… “DOLCEZZE AL MIELE DI LAVANDA” DI SUSAN WIGGS


Salve lettori, auguriamo “buon lavoro” a quanti hanno terminato le ferie (sigh sigh). Qui da me le nuvole fanno capolino nel cielo e la temperatura inizia a essere più fresca, specie durante la prima mattinata e in serata e vi confesso che dopo ben quaranta giorni di super afa avvertire un po’ di frescura sulla pelle è un magnifico regalo. Quest’oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che ho letto in questi giorni e che ho letteralmente adorato. Mi riferisco a “Dolcezze al miele di lavanda” di Susan Wiggs (Harlequin Mondadori editore). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

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Isabel Johansen vive ad Archangel nella tenuta “Bella vista” assieme a nonno Magnus e alla sorellastra Tess. Isabel ama cucinare e il suo sogno è quello di aprire una scuola di cucina nella tenuta, così da poter trasmettere la sua passione a quanti, proprio come lei un tempo, sognano di diventare chef di successo. La giovane vuole regalare ai suoi allievi quel sogno che Calvin Shape – acclamato chef televisivo, fondatore di una catena di ristoranti il cui ultimo locale sta per sorgere proprio ad Archangel – ha brutalmente distrutto. L’arrivo del giornalista Cormac O’Neill, che si occuperà di scrivere la biografia di nonno Magnus, eroe della Resistenza danese, creerà scompiglio nella vita della giovane Isabel e farà inevitabilmente riaffiorare segreti e avvenimenti che faranno chiarezza nei fitti legami familiari degli Johansen.

“Bisticciare con lei era un po’ come flirtare, molto piacevole. Nel suo caso, però, si sarebbe anche potuto rivelare pericoloso. Isabel era speciale, più la conosceva e più si scopriva a pensare che era davvero un peccato che fossero così diversi.”

Questo romanzo si è rivelato, sin dalle prime pagine, una lettura piacevolmente intensa.

L’opera è caratterizzata dall’unione di diversi generi letterari quali il romanzo rosa, il romanzo di formazione, il romanzo storico e la saga familiare. L’autrice riesce a mantenere sempre costante l’attenzione su di essi, unendoli con grande maestria, servendosi della tecnica “romanzo nel romanzo”. Da una parte, infatti, ci sono le vicende di Isabel: i suoi sogni, i suoi problemi e il suo rapporto con Mac, dapprima teso, poi via via più dolce; dall’altra vi è il racconto di nonno Magnus riguardo gli avvenimenti degli anni di guerra, che apre un’ampia parentesi sulla deportazione degli ebrei nei campi di sterminio nazisti.

I personaggi sono ben costruiti dal punto di vista fisico e psicologico. Isabel appare come una donna coraggiosa e tenace nel perseguire i suoi obbiettivi e allo stesso tempo fragile e paurosa dinanzi ai sentimenti, arrivando al punto di negare l’attrazione nei confronti dell’aitante Mac.

Il celebre giornalista scrittore, personalità inquieta, incapace di vivere a lungo nello stesso posto, ben presto fa cadere tutte le sue barriere. Isabel lo attrae, per lei è disposto a mettere in discussione il suo modo di vivere e a riflettere sulla sua condizione. Apparentemente diversi, ma in realtà molto simili, diverranno un punto di riferimento reciproco.

Personaggio chiave della vicenda è nonno Magnus, capostipite della famiglia, bambino costretto a crescere in fretta, eroe coraggioso emigrato in America con la speranza di una vita migliore. Costretto suo malgrado a convivere con il dolore generato da grandi lutti, Magnus non si lascia sopraffare e continua a rincorrere la felicità e gli affetti.

Un ruolo di rilievo lo assume l’idilliaco paesaggio. Esso con i suoi giardini, le api, la natura lussureggiante diviene espressione dello stato d’animo dei personaggi e contribuisce a rendere la narrazione armoniosa.

L’autrice si serve di uno stile semplice, fluido, diretto, capace di rendere appieno le emozioni dei protagonisti e di far sentire il lettore costantemente parte della vicenda, tenendolo letteralmente attaccato alle pagine.

Un romanzo struggente, commuovente e ricco di riflessioni. Un’opera che consegna un messaggio di speranza. Una lettura dal ritmo serrato che vede la vittoria degli affetti sulle avversità.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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