RECENSIONE DI… “TACCHI E TACCHEGGI” DI DESY ICARDI


Salve lettori, eccoci giunti a un nuovo weekend. Oggi qui da me in mattinata c’è stata una bella pioggia che ha lasciato un’aria freschissima. Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo breve, frizzante al punto giusto che ho letto questo pomeriggio in due ore circa. Mi riferisco a “Tacchi e taccheggi” di Desy Icardi (Golem edizioni).

Lydia è una giovane donna dal temperamento esuberante, lavoratrice precaria in un call center, senza un titolo di studio né certezze. Tranne una: le piace rubare. E così s’infila in negozi e nasconde qualche prodotto nella borsa, entra nel parrucchiere e legge riviste gratis, fino a quando la sua mania la porta in un ipermercato. Barbara, alla soglia dei quarant’anni, commercialista di professione, donna apparentemente perfetta ma in realtà insoddisfatta dalla sua vita privata e in cura da una terapeuta, taccheggia per hobby. Visita negozi e fa sparire oggetti nella borsa collocata in posizione strategica, fino a quando in un ipermercato accade un evento “prodigioso”. Lydia e Barbara, beccate entrambe con le mani nel sacco, si troveranno a condividere delle lunghe ore nell’ufficio del personale di sicurezza e così ognuna racconterà all’altra la propria storia.

“Ci vuole esperienza, dedizione, precisione e applicazione! Il borseggio non è un lavoro, è un’arte, un modo di intendere la vita.”

Il romanzo si serve dell’ironia per affrontare una tematica moralmente e psicologicamente dannosa: il rubare. Rubare è innanzitutto un reato punibile penalmente ed è sintomo di una profonda crisi interiore.

Per Lydia rubare è quasi un bisogno vitale. La giovane, infatti, dipende dal rubare e si sente completa rubando. Per Barbara, invece, rubare è evadere dal grigiore della vita quotidiana, è voler dimostrare quanto sia necessario andare oltre le apparenze, è in un certo senso, una forma di riscatto nei confronti di una sorella ingombrante.

L’autrice si serve di uno stile semplice, ironico, grottesco e ricco di dialoghi capace di coinvolgere il lettore facendolo sentire parte della vicenda.

L’opera reca un profondo messaggio: ladro non è solamente colui che ruba oggetti, soldi, ma è anche colui che ruba affetti, sentimenti, persone. Lydia e Barbara sono ladre perché la vita non è stata generosa con loro. Sono in primis vittime di furto e poi ladre. Rubano per riscattare ciò che hanno perso.

Un romanzo breve dall’ampio impatto psicologico. Una trama che, servendosi della leggerezza della commedia, vuole aprire ampi spiragli e spunti di riflessione. Una narrazione segnata dal riso amaro.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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