RECENSIONE DI… “TUTTO COMINCIÒ CON TIFFANY” DI CHRISTOPH MARZI


Salve lettori, oggi è stata una giornata particolarmente calda, ebbene sì a Bari siamo oltre i trenta gradi, purtroppo e la mia pazienza si sta lentamente esaurendo. Per fortuna ci sono le letture che concedono alla mente un po’ di refrigerio, anche se questa sera vi parlerò di un romanzo che si è rivelato una delusione. Mi riferisco a “Tutto cominciò con Tiffany” di Christoph Marzi (Tre60 editore).

Faye Archer lavora presso la libreria Realbooks specializzata in fumetti e vecchie edizioni, assieme all’amico Mica Sagong, giapponese esperto di yoga. Faye coltiva anche la passione per la musica e si diletta a comporre canzoni con le quali si esibisce quando decide d’indossare i panni di Holly_Go. Una mattina in libreria un uomo acquista un’edizione degli anni’70 del capolavoro di Truman Capote Colazione da Tiffany, ma nella fretta dimentica sul bancone un taccuino di schizzi. Faye riesce a contattarlo e tra i due avviene un fitto scambio di email che culmina con un lungo diario del viaggio in treno che Alex Hobdorn compie da New York a Chicago. Profondamente colpita, la giovane inizia a provare qualcosa per l’interessante sconosciuto, ma vederlo per caso in città quando invece avrebbe dovuto trovarsi da tutt’altra parte, la getta nello sconforto. Per quale motivo Alex le ha raccontato soltanto bugie?

“La vita è piena di musica – colorata, selvaggia, incantevole. Ascoltarla è più semplice di quanto si pensi. Poter ballare al suo ritmo è come ballare, solo più bello.”

Ho acquistato questo romanzo attratta dalla copertina e dal riferimento al mondo dei libri in generale e a Colazione da Tiffany in particolare, tuttavia man mano che la lettura procedeva, le mie aspettative sono andate via via abbassandosi.

La protagonista, la quale in un primo momento può sembrare interessante, diviene poi indifferente, tanto che sembra quasi distante come se le vicende non la riguardassero. S”‘innamora” di Alex attraverso lo schermo di un pc e soffre per una persona che, di fatto, non ha mai conosciuto.

Alex, dal canto suo, sin dal principio incarna l’uomo del mistero. Appare e scompare pù volte, dando quasi l’impressione di essere uno stalker professionista.

Momento centrale e grande colpo di scena (bisogna ammetterlo) è l’agghiancciante rivelazione dell’uomo, secondo la quale lo scambio epistolare è avvenuto quattro anni prima, nel 2008. Com è possibile? Si domanda la protagonista e con lei il lettore.

Purtroppo a questa domanda non vi è risposta. Credere che si tratti dell’ennesima bugia sarebbe probabilmente la soluzione più ovvia, ma un nuovo colpo di scena smentisce in toto l’ipotesi. Al lettore l’ardua sentenza…

L’autore si serve di uno stile semplice e molto dialogato, ma non riesce a catturare l’attenzione del lettore così da coinvolgerlo nella vicenda. Ciò probabilmente è dovuto in parte alla narrazione in terza persona e in parte al ritmo piuttosto lento, fatta eccezione negli ultimi capitoli, dove il coinvolgimento emotivo è, effettivamente, maggiore.

Un romanzo che mi ha lasciata perplessa e non appagata con decisamente troppe domande nella testa. Un’opera dalla quale, sinceramente, mi aspettavo qualcosa in più.

LINK ACQUISTO Tutto cominciò con Tiffany

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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