RECENSIONE DI… “E SENZA PIANGERE” DI PIER LUIGI CELLI


Salve lettori, eccoci giunti agli ultimi giorni del mese di ottobre. Qui da me quest’oggi un timido sole illumina la mia stanza mentre le dita battono sulla tastiera del pc. In questa mattina autunnale vi parlo di un giallo che mi ha letteralmente rapita. Mi riferisco a “E senza piangere” di Pier Luigi Celli (TEA editore). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

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Il professor Brandi, docente universitario molto amato dagli studenti ma detestato dal rettore e dai colleghi, una mattina non si reca a lavoro e scompare misteriosamente. Sulla sua scrivania, la moglie ritrova un semplice biglietto col quale il professore comunica di essersi allontanato per qualche giorno. In università scoppia il caos. Il senato accademico vuole vederci chiaro e mette sulle tracce del luminare due individui. La morte improvvisa di due personaggi chiave nella vicenda trasforma ben presto la misteriosa sparizione in un complesso giallo sul quale indagherà il commissario Guglielmi. Tra intrighi, fitte reti di relazioni e pettegolezzi si snoda un caso interessante nel quale s’intersecano vicende accademiche e personali.

“Prendono forma talvolta momenti particolari, di quelli, per capire, che fanno seguito a fatti così impensati da cambiare la prospettiva di una vita o di una occupazione e che inducono, a ridosso della scossa iniziale, una specie di benefico torpore. È qui che abbandonandosi all’attesa ancora senza risvolti pratici, uno può assaporare il sentimento senza l’urgenza di approfondire, per il timore che aprendo troppo gli occhi svanisca la magie delle tante aspettative.”

Il romanzo si snoda attraverso una vicenda complessa e articolata dove niente è quel che sembra. Se in un primo momento si potrebbe pensare di trovarsi dinanzi a un caso di sparizione con successivo ritrovamento dello scomparso, ormai cadavere, ben presto l’evolversi delle vicende smentisce in toto questa tesi. Troppo semplice evidentemente…

La vicenda è narrata attraverso la voce di un narratore onnisciente, il quale, però, alterna continuamente il punto di vista dei vari personaggi coinvolti nel caso, ognuno dei quali ha proprie psicologie (e molti anche ottimi moventi).

Il professor Brandi, fulcro dell’intera vicenda, è un uomo innamorato del suo mestiere di docente che svolge con passione, ma è allo stesso tempo un personaggio scomodo nell’ambiente accademico. Il suo desiderio di fare chiarezza lo porta a scoprire, indagare e a correre pericoli.

Interessanti si rivelano i due studenti, Lorenzo e Matilde, i quali non solo condividono le idee del loro professore, ma sono pronti a scendere in prima linea e a lasciarsi travolgere dal fiume degli eventi.

Il commissario Guglielmi, infine, suscita, sin dalla sua entrata in scena, le simpatie del lettore. Preciso, determinato e testardo nel suo lavoro, pur apparentemente scoraggiato da un caso alquanto difficile, non si lascia abbattere e tenacemente riesce a svelare un retroscena incredibile. Sicuro di sé tra le pareti del commissariato, ma timido e impacciato sul fronte dei rapporti interpersonali, incarna da un lato il topos del poliziotto letterario, dall’altro ha in sé numerosi elementi inediti.

L’autore si serve di uno stile semplice, fluido, abbastanza descrittivo e dialogato. Nonostante la continua alternanza dei punti di vista e il ritmo cadenzato della narrazione, l’opera non risulta mai noiosa e i tanti colpi di scena collocati nei punti strategici del giallo, contribuiscono a rendere la lettura piacevole e scorrevole.

Ampissimo è il coinvolgimento emotivo da parte del lettore, il quale si sente parte della vicenda, prova a fare ipotesi, congetture, rimanendo quasi sempre spiazzato.

Una trama avvincente e originale.Un’opera intrigante e riflessiva. Un romanzo capace di tenere i lettori incollati alle pagine.

4stelle

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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