RECENSIONE DI… “TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI” DI DIEGO DE SILVA


Salve lettori, il mese di novembre ha deciso di mettere la quarta e, difatti, i negozi hanno già esposto la merce natalizia. Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo uscito di recente e del quale, proprio in questi giorni, tanto si parla. Mi riferisco a “Terapia di coppia per amanti” di Diego De Silva (Einaudi editore).

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Modesto Fracasso ha una moglie e un figlio che studia all’università. Viviana, detta Vivi, è sposata, ha un figlio di sedici anni e una migliore amica. Le loro sarebbero due vite normali se non fosse che i due sono amanti da un bel po’ di tempo. A causa di una parentesi difficile nel loro rapporto, Viviana convince Modesto a recarsi da un analista per seguire un programma di terapia di coppia. Il medico, superato lo stupore iniziale nel trovarsi dinanzi una coppia di amanti, instaurerà ben presto con i due pazienti un rapporto che è insieme scoperta e accettazione reciproca.

“In amore non si può essere sinceri, e non per malafede; ma perché in quel paese la sincerità prende delle strade tortuose per arrivare dall’altra parte.”

L’adulterio è spesso tema centrale di opere letterarie e certamente lo è anche di questo romanzo come tra l’altro si evince già dal suo titolo, tuttavia ciò che rende particolare quest’opera è il ruolo centrale ricoperto dalle psicologie dei personaggi.

Modesto è un uomo disinnamorato di sua moglie (personaggio fantasma del romanzo) con la quale non ha più alcun rapporto umano. Figlio di un traditore D.O.C., preferisce vivere una doppia vita piuttosto che sconvolgere i suoi precari equilibri. È una personalità dalle mille sfaccettature quella di Modesto Fracasso (tipico esempio di nomen omen). Marito assente, padre indifferente, musicista per passione, amante focoso, non sembra accettare le responsabilità e i confronti.

Personalità completamente opposta è quella di Viviana: moglie abbastanza presente, madre iperprotettiva, amica leale e amante un po’ stretta nel suo ruolo. Vorrebbe rischiare, Viviana. Vorrebbe chiudere completamente un capitolo della sua vita e iniziarne un altro accanto a quell’uomo così diverso da lei ma capace di travolgerla.

Terzo personaggio chiave della vicenda è l’analista. Adultero anch’egli, vede nei suoi due particolari pazienti la possibilità di guardare se stesso, di comprendere i suoi sbagli e di divenire, paradossalmente, egli stesso paziente.

La narrazione avviene attraverso la duplice voce di Modesto e Viviana alla quale talvolta si aggiunge quella dell’analista.

L’autore si serve di un registro stilistico che tende a rispecchiare la psiche dei personaggi: Modesto usa un linguaggio composto da frasi brevi e dirette, talora forzatamente ironico, con qualche parolaccia qua e là, mentre Viviana dà l’idea di una narratrice di professione attraverso frasi curate e ricche di metafore che lasciano ampio spazio alle emozioni.

Il coinvolgimento emotivo del lettore è un po’ altalenante: ci sono momenti nei quali egli non riesce a entrare nella vicenda e altri nei quali, al contrario, complice il ritmo incalzante, segue la narrazione con vivo interesse.

Un romanzo che è insieme saggio psicologico. Un testo nel quale l’essere reciprocamente “la seconda scelta” è allo stesso tempo dramma e commedia, malinconia e speranza.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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