RECENSIONE DI… “IL NATALE DI POIROT” DI AGATHA CHRISTIE


Salve lettori, eccoci giunti al 30 dicembre, penultimo giorno dell’anno. Avete già pensato ai propositi per l’anno nuovo? Quanti libri avete in mente di leggere? Questa mattina sono qui per parlarvi dell’ultimo romanzo a tema natalizio che ho scelto di proporvi per quest’anno. Concludiamo questo anno di recensioni con un romanzo giallo che mi ha tenuta incollata alle pagine. Mi riferisco a “Il Natale di Poirot” di Agatha Christie (la mia edizione è edita dalla Mondadori).

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Il vecchio Simeon Lee, inglese, arricchitosi in gioventù, decide di trascorrere il Natale in compagnia dei suoi figli presso la sontuosa residenza che condivide assieme al figlio Alfred e alla nuora Lydia. Ben presto alla porta di casa bussano George, il figlio dedito alla carriera politica, assieme alla moglie Maude; David, il sognatore per eccellenza, assieme alla consorte Hilda; Harry, il figlio scapestrato; Pilar, la nipotina figlia della defunta Jennifer e, a sorpresa, un tale Stephen Farr, figlio di un ex socio di Simeon. La sera della Vigilia, dopo cena, un rumore di mobili rovesciati seguito da un forte grido attira l’attenzione dei presenti che si precipitano dinanzi alla porta della camera del capostipite, chiusa dall’interno. Dopo aver abbattuto la porta, una terribile scena si rivela ai loro occhi: il povero Simeon giace sul pavimento, sgozzato. Il tenente Sudgeon, assieme al colonnello Johnson e a Poirot, avrà il compito di risolvere l’intricato caso.

“Un divertimento – disse tra sé – Sì, un vero divertimento. Credo che me lo godrò, questo Natale.”

Il romanzo, pubblicato nel 1939 in lingua inglese e nel 1940 in italiano, unisce alle atmosfere natalizie inglesi un fitto mistero.

Ottima è la caratterizzazione dei personaggi, presentati attraverso un accurato ritratto fisico, caratteriale e psicologico.

È proprio la psicologia a ricoprire un ruolo centrale nella vicenda.

La vittima è un uomo arido, legato al denaro e all’idea di ricchezza, incapace di provare autentico affetto.

Tutti i presenti, se osservati esclusivamente dal punto di vista psicologico, sarebbero potenziali assassini, poiché ognuno avrebbe agito sulla base di un valido movente.

La testa e gli occhi rappresentano gli elementi cardini dell’indagine: ragionamenti, supposizioni, riflessioni e osservazioni non solo della scena del delitto ma soprattutto dei volti di quanti affollano la residenza.

Nulla è scontato. Anche quando sembra di essere arrivati alla soluzione del mistero, ecco che sopraggiunge un ulteriore elemento pronto a smentire le precedenti ipotesi e a rimettere tutto in discussione.

L’autrice si serve di una prosa curata nei dettagli, ricca di descrizioni che ben s’inseriscono nell’intreccio narrativo così da rendere luoghi e oggetti protagonisti della vicenda.

Ampissimo è il coinvolgimento emotivo da parte del lettore, il quale segue le vicende con vivo interesse, fa anch’egli congetture e rimane spiazzato dinanzi all’incredibile finale.

Un classico della Letteratura. Un’opera dalla trama originale e avvincente. La storia di una grande famiglia. Un’altra faccia del Natale.

5stelle

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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