RECENSIONE DI… “BEETHOVEN’S SILENCE… IO SONO IRINA E SONO ELISE…” DI SONIA PAOLINI


Salve lettori, buona domenica. Il primo mese del 2016 sta per salutarci e quale maniera migliore se non farlo con una recensione? Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo psicologico davvero interessante. Mi riferisco a “Beethoven’s silence… io sono Irina  e sono Elise…” di Sonia Paolini (Lettereanimate editore). Ringrazio l’autrice per avermi contattata e per avermi inviato una copia ebook.

copertina

Due colleghi psicologi ideano un progetto per aiutare due loro pazienti affetti da problematiche diverse ma uniti da una grande passione per la musica classica. La prima è Irina, giovane fanciulla, vittima di soprusi sessuali e il secondo è Philippe, afflitto dal dolore per la perdita della moglie e del figlio. Faranno da cornice alla vicenda la determinazione della dottoressa Jean La Mot, il coraggio del giovane Etienne e la follia di Donald.

“Era lì… Irina era lì che lo attendeva, seduta in cima ai gradini che precedevano il pianerottolo. Non era entrata, benché avesse la chiave. Si sentì sollevato, era tornata, era nuovamente lì, lì con lui…”

Nel romanzo, come si può facilmente intuire, ruolo determinate è svolto dalla componente psicologica della quale è fortemente intriso e che muove le redini dell’intreccio narrativo.

L’autrice sceglie di trattare tematiche forti e tristemente attuali.

Irina, vittima della violenza maschile che inevitabilmente condiziona la sua esistenza, è una ragazza bisognosa di autentico affetto, sopraffatta dalla realtà. Orfana, costretta a vivere in un mondo che non è stato in grado di proteggerla, sviluppa una sorta di avversione verso la vita stessa.

Dall’altra parte vi è Philippe, costretto a convivere con un senso di colpa che gli sta rovinando l’esistenza. Il suo egoismo ha causato la morte della sua famiglia. Il suo desiderio di sperimentare un amore proibito ha distrutto due esistenze.

Due personalità angosciosamente problematiche alle quali è necessario ridare speranza e fiducia nell’avvenire. Due mondi complessi e distanti destinati a incrociarsi.

L’autrice si serve di uno stile semplice e lineare che permette di rendere in maniera eloquente la grande complessità contenutistica dell’opera. Unico neo è il ritmo piuttosto lento che rallenta lo sviluppo narrativo.

Il lettore segue le vicende con vivo interesse, avvertendo su di sé l’angoscia e il dolore dei protagonisti, chiedendosi costantemente “perché”, anche se il coinvolgimento a causa del ritmo lento è leggermente altalenante.

Un romanzo intenso e complesso. Una lettura drammatica con una grande morale.

2emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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