RECENSIONE DI… “FACEMMO L’AMORE UNA NOTTE DI MAGGIO” DI DOMENICO ANDREA SCHIUMA


Salve lettori, bentrovati. Qui da me sta piovendo a dirotto da questo pomeriggio e  ho approfittato del brutto tempo per bere una cioccolata calda accompagnata dai biscotti. Non potendo inviarvi una tazzina virtuale, ho deciso di regalarvi una nuova recensione. Oggi vi parlo di un romanzo ambientato nella mia città: Bari. Mi riferisco a “Facemmo l’amore una notte di maggio” di Domenico Andrea Schiuma (Lettereanimate editore).

cover

Nicola Mastrogiovanni giunge casualmente a Bari in treno. L’uomo, proprietario di una tabaccheria, ha alle spalle un’infanzia difficile dominata dalla figura materna verso la quale sviluppa una vera e propria forma di amore malato. Nicola è un tipo solitario che ama ascoltare i discorsi della gente. Durante la sua permanenza a Bari, la vita di Nicola sarà doppiamente sconvolta: in primo luogo si troverà, suo malgrado, a seguire le vicende di un uomo scomparso da Modugno, un piccolo centro poco distante dalla città e la sua smania di ascoltare storie lo porterà a conoscere la vicenda amorosa di Natalia, studentessa in crisi che ogni sera, durante il weekend incontra l’amico Federico su una panchina nella piazza vicino al Policlinico. Nicola inizia ben presto a provare nei confronti della fanciulla sentimenti nuovi, che lo metteranno nuovamente in fuga.

“Poteva dire però di avere davvero fatto l’amore? No. Che giorno era, quello? Era una notte di maggio in cui aveva fatto l’amore, almeno in mente sua. E sua madre si era ammalata, in quella stessa notte di maggio.”

Ho acquistato questo romanzo attratta dalla sua ambientazione. Essendo barese, infatti, mi sono divertita a scorgere luoghi e strade che percorro ogni giorno e non nascondo di aver riconosciuto alcune abitudini proprie della gente del posto.

La vicenda è narrata in terza persona da un narratore onnisciente al quale s’intervalla la voce di Natalia che racconta la sua storia ed esterna i suoi pensieri.

L’opera è incentrata sulla complessa tematica psicologica del rapporto morboso madre – figlio. Nicola infatti, sin da bambino, si è confrontato principalmente prima e unicamente poi con la figura materna,la quale nel corso del tempo è diventata sempre più opprimente. La signora Rosalba era per Nicola madre, amica, compagna, l’unica creatura con la quale confrontarsi e l’unica donna da amare. Nicola è innamorato di sua madre al punto che non ha mai rivolto questi sentimenti a un’altra creatura di sesso femminile, perché totalmente incapace di amare un’altra donna che non fosse la sua genitrice. Questa situazione l’ha portato a crescere e a maturare in maniera diversa rispetto ai suoi coetanei. Quando la sua strada incrocia quella di Natalia, una donna diversa da sua madre, l’uomo perde letteralmente la testa. Il suo cervello, il suo cuore iniziano a provare sensazioni nuove che vanno oltre la razionalità.

Abbastanza curata è la descrizione dei luoghi, ben inserita all’interno del contesto narrativo del quale diviene perfetta cornice.

L’autore sceglie uno stile semplice e molto colloquiale, un po’ acerbo in alcuni passaggi narrativi. Nel complesso l’opera riesce a coinvolgere il lettore, specialmente laddove il ritmo narrativo diviene più incalzante.

Un’opera originale e coraggiosa. Un romanzo che unisce invenzione a tradizione.

2emezzo

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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