RECENSIONE DI… “LE FAVOLE DI ISABELLA” DI FRANCO ZIZOLA


Salve lettori, la Pasqua è ormai vicina anche se qui da me il clima sembra preannunciare imminente feste natalizie. Questa sera sono qui per parlarvi di un’opera dai contenuti forti. Mi riferisco a “Le favole di Isabella” di Franco Zizola (Lunargento edizioni).

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La giovane Isabella Morra, figlia del barone Giovanni Michele e di donna Luisa Brancaccio, vive a Favale nel castello che si erge imponente nell’area del fiume Sinni. In seguito allo scoppio della guerra tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia, il barone abbandona il castello per trasferirsi in Francia e affida le donne della famiglia alla cura dei fratelli e dei figli maschi. Isabella, amante della poesia, non è vista di buon occhio dai dispotici padroni, i quali pian piano la sottoporranno a prigionia e torture fino a condurla alla morte.

“La colpa delle donne è subire l’amore, utero voragine, terra mai sazia d’acqua.”

Umilmente ammetto di non aver mai sentito parlare di questa Isabella Morra. La lettura di questo volume mi ha permesso di conoscere le rime e le vicissitudini della sfortunata poetessa, donna vittima della violenza maschile.

Isabella è diversa dalle altre donne di Favale: mentre tutte si dedicano esclusivamente alle mansioni domestiche e ai doveri coniugali, la poetessa sceglie la cultura. Isabella è in grado di leggere e scrivere e sua migliore amica sarà proprio la scrittura. Alla poesia, infatti, Isabella affida i suoi timori e le sue sofferenze. Soffre, la dolce poetessa. Piange il suo essere donna condannata a subire persino l’amore. Un amore che non è perfezione, ma sinonimo di sofferenza e oppressione. Sola, nel silenzio della sua camera, Isabella consegna alla scrittura il suo testamento. Le sue parole sono intrise di sofferenza, malinconia, dolore, rimpianto nei confronti di quella libertà che tanto desidera ma che non potrà mai ottenere. Vittima dei soprusi maschili, Isabella con la sua determinazione e con il suo coraggio regala ai posteri uno dei più importanti atti di lotta femminile. Soccombe, certo. Accoglie la morte, Isabella. Quella morte che tante volte invoca  nei momenti di grande sconforto e a lei si arrende, ennesimo agnellino sacrificato, divorato dalle aguzze zanne del lupo predatore.

“Le favole di Isabella” è un’opera curata nei dettagli. Franco Zizola delinea un’ottima ricostruzione storica, servendosi anche di citazioni tratte dalle opere del tempo; inserisce le rime della poetessa Morra che paragona a figure femminili altrettanto sfortunate (Didone, Saffo, Porzia).

Lo stile risente fortemente del contesto: nei momenti narrativi ha un’impronta classicheggiante, mentre laddove è evidente la presenza delle dispotiche figure maschili, riflette i registri stilistici propri dei personaggi.

Il lettore si sente costantemente parte delle vicende. Il suo coinvolgimento si traduce spesso in patimento per la triste sorte della giovane poetessa.

Un’opera intensa. Una ricostruzione dolorosa. Uno spiraglio di luce per dare voce a una donna la cui vita è stata troppo breve, prematuramente e brutalmente stroncata.

4stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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