RECENSIONE DI… “L’ANGELO DI MARCHMONT HALL” DI LUCINDA RILEY


Salve lettori, eccoci giunti a un nuovo lunedì. La primavera è nell’aria, la si respira e la si può osservare attraverso i fiori colorati che adornano gli alberi. In questo tardo pomeriggio sono qui per parlarvi di un romanzo che ho adorato dalla prima all’ultima pagina. Mi riferisco a “L’angelo di Marchmont Hall” di Lucinda Riley (Giunti editore).

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Greta, dopo aver perso la memoria a seguito di un incidente stradale, fa ritorno a Marchmont Hall per trascorrere il Natale, accompagnata da David, nipote del suo defunto marito. È passeggiando nel parco della tenuta che Greta s’imbatte in una lapide, pronta a rivelare una storia che sembrava solo apparentemente sepolta. Greta pian piano ricostruisce la sua vita: le serate trascorse in un cabaret londinese, l’amore per un giovane soldato americano, la profonda amicizia con David, fino al rapporto con la figlia Cheska e la nipote Ava.

“Si guardò intorno impotente, quasi implorando gli alberi di parlare e darle le risposte che desiderava. In ginocchio sulla neve, sentì in lontananza il latrare di un cane. L’ eco di un ricordo formò un’immagine nella sua mente: era già stata lì una volta… Sì. Sì… Mentre il sole scivolava dietro gli alberi, nella valle sottostante, Greta si aggrappò alla lapide. E finalmente cominciò a ricordare…”

Dalla trama complessa e intricata, questo romanzo può definirsi un autentico gioiellino. Avevo già avuto modo di apprezzare Lucinda Riley con “Il profumo della rosa di mezzanotte” e mi sono fiondata su questa nuova saga familiare carica di aspettative.

L’opera attraversa diversi piani temporali (il presente del Natale ’85 e il passato) e la narrazione è affidata a diversi punti di vista, corrispondenti ai personaggi femminili protagonisti.

“L’angelo di Marchmont Hall” è un’opera tutta al femminile. Le vicende di Greta, Cheska e Ava s’intersecano dando vita a un caleidoscopio interessante dall’ampio impatto psicologico.

Greta è costretta dalle circostanze ad adattarsi. Adulta, con la testa sulle spalle, cede però al fascino dell’amore e quando scopre che il suo sogno è destinato a non realizzarsi non si lascia abbattere. Chiede aiuto, si reinventa ed è pronta ad affrontare una nuova vita che le riserva non pochi dolori. Il rapporto con sua figlia Cheska segnerà profondamente il destino di quest’ultima. Seguita a vista, sfruttata per certi versi, la giovane sembra vivere la vita perfetta, quella vita che Greta non è riuscita a vivere. Il cinema la attrae come una calamita e a esso Cheska si arrende, divenendo ben presto una star con non pochi problemi.

Cheska, la bellissima bambina prodigio, sembra, almeno inizialmente, vivere un’esistenza quasi speculare a quella di Greta. Sedotta e abbandonata proprio come la madre, non troverà, però, il coraggio di reinventarsi, scegliendo la fuga. Codarda forse? La mente di Cheska è la protagonista silente dell’intera opera. Quella mente che sin da bambina le gioca tiri mancini, portandola sino a compiere gesti vergognosi. Una creatura fragile e tendenzialmente insicura, condannata a soffrire sino all’ultimo.

Ava, figlia di Cheska, è una creatura modello. Studiosa, tranquilla, è completamente diversa da quella madre che vede solo in tv. È lei con la sua determinazione e con il suo coraggio a regalare speranza, a infondere la salvezza, a far credere che dalle cadute ci si può rialzare e anche quando sembra tutto finito, sarà proprio da lì che tutto può avere inizio.

Su tutte veglia David, che come un angelo custode, è pronto a essere al fianco delle tre donne nei momenti difficili, donando loro affetto e comprensione.

L’autrice si serve di una prosa semplice, fluida, ben dialogata, capace di coinvolgere pienamente il lettore e di accompagnarlo passo dopo passo nell’intricato intreccio.

Una lettura piacevole e intrigante. Un romanzo che è insieme romance storico e opera dai risvolti psicologici. Un libro che, pur essendo di mole consistente, vola via in un attimo, lasciando un senso di pace dopo attimi di tensione.

5stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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