RECENSIONE DI… “IL RAGAZZO DEL LIBRO ACCANTO” DI OLIVIA DADE


Salve lettori, oggi l’afa a concessso a noi, povere creature, un po’ di tregua. Sì, credo sia il caso d’intonare l’Alleluia. Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo che ha deluso le mie aspettative. Mi riferisco a “Il ragazzo del libro accanto” di Olivia Dade (Newton Compton editori).

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Angie Burrowes lavora come bibliotecaria nella contea di Nice.Irriverente, dal carattere determinato, ama la letteratura erotica al punto da gestire una sezione apposita e indire concorsi a tema. Grant, tornato nella contea per assistere i genitori ormai anziani, ha ricevuto l’incarico di supervisionare il lavoro di Angie. Il destino, però, ha in serbo un po’ di sorprese e quello che sarebbe dovuto essere un rapporto di lavoro si trasforma in qualcosa di più profondo.

“Un colpetto sul finestrino la fece sobbalzare, quindi aprì gli occhi e alzò lo sguardo. E le mancò definitivamente il fiato. In piedi accanto alla sua macchina c’era un miracolo vivente, o almeno quello che nella contea rurale di Nice, nel Maryland, sarebbe stato considerato tale”.

Dopo aver apprezzato la copertina di questo romanzo, sono rimasta delusa dalla sua trama. Man mano che la lettura procedeva, infatti, mi sono resa conto che la narrazione stava assumendo una sfaccettatura diversa. Circa l’80% della narrazione è occupata da amplessi sessuali e la biblioteca, luogo centrale della narrazione, sembra essere quasi una cornice alla passione dei protagonisti (fatta eccezione per la parte finale del romanzo). Personalmente avrei preferito conoscere qualche dettaglio in più sulla vita quotidiana in biblioteca e sul lavoro delle colleghe.

Angie spicca per la sua irruenza. È lei infatti a sedurre Grant e a condurre il gioco. Amante dell’erotismo, vive la sua vita in funzione del sesso, indice concorsi discutibili e affigge sulle pareti della biblioteca posters dai messaggi inequivocabili. Sicuramente incarna un’eroina diversa dal cliché “ragazza per bene, apparentemente ingenua, totalmente nelle mani del dominatore di turno”.

Grant, in apparenza razionale e pacato, rivela un inedito lato erotico. È lui a perdere il controllo, a lasciarsi andare persino sul posto di lavoro, finendo nei guai.

Personaggio che mi ha lasciata perplessa è Tina. Rigida, inflessibile, pronta a condannare le malefatte di Angie prima e della coppia poi, si trasforma in un Cupido, pronto a consolidare l’unione tra i due giovani.

L’autrice si serve di uno stile semplice, diretto e decisamente esplicito.

Il lettore non riesce a sentirsi parte della vicenda poiché il ritmo narrativo (almeno fino a metà romanzo) è lento e i personaggi sembrano vivere in una sorta di erotica staticità.

Un romanzo dai presupposti accattivanti ma dalla poca azione.

1 stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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