RECENSIONE DI… “UN’ESTATE MAGICA” DI CORINA BOMANN


Salve lettori, eccoci giunti ad agosto ed è tempo di vacanze. Dato il periodo, ho pensato di dedicare queste prime settimane del mese a delle letture ambientate in estate o che comunque si adattano al periodo estivo. Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo generazionale. Mi riferisco a “Un’estate magica” di Corina Bomann (Giunti editore).

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La giovane Wiebke sta attraversando un momento difficile: Nick, il suo fidanzato, l’ha tradita e lei, sconvolta dagli eventi, non è riuscita a superare un importante esame universitario. Con tanti pensieri nella testa Wiebke decide di lasciare Berlino e di trascorrere l’estate in campagna dalla zia Larissa, sorella di sua madre. Larissa dopo una profonda delusione amorosa, ha riprovato a ricostruire la sua vita nella semplicità bucolica, dove si guadagna da vivere coltivando more e dipingendo scarpe da sposa. L’arrivo della nipote che non vedeva da anni, figlia della sorella con la quale non ha più alcun contatto, è per lei una sconvolgente sorpresa. Insieme le due donne compiranno un cammino di riscoperta di se stesse e dell’amore.

Wiebke si rese conto di aver agito esattamente come sua madre. Era evidente: avevano in comune più di quanto fosse disposta ad ammettere. Si era lasciata guidare dall’impulso, convinta di fare il bene della zia, proprio come sua madre in passato. Ma lei non avrebbe permesso a Larisse che la tagliasse fuori dalla sua vita per i prossimi dodici anni.”

Ciò che colpisce immediatamente di questo romanzo è il confronto generazionale tra le due protagoniste.

Larissa, delusa dall’amore, ha scelto la solitudine. A un primo sguardo appare come una donna d’altri tempi, lontana dal caos cittadino, un po’ fuori moda, amante della tranquillità domestica. È come se avesse scelto di essere un individuo passivo, che guarda la vita scorrerle accanto. Di temperamento insicuro, non ama rischiare.

Weibke, al contrario, appare ben più grande della sua età. Se da un lato non sa cosa fare del suo futuro, dall’altro è determinata, testarda e pronta a scommettere sull’amore. È lei a consigliare la zia, al punto che il lettore più volte è convinto di trovarsi dinanzi a un’inversione di ruoli.

Tra zia e nipote viene così a crearsi un legame magnetico e terapeutico. Entrambe le donne, infatti, crescono assorbendo ognuna qualcosa dell’altra. Larissa diviene più “leggera”, si apre nuovamente all’amore e impara a non restare chiusa nelle sue convinzioni, mentre Weibke impara a essere un po’ più razionale e ad apprezzare la semplicità.

L’autrice si serve di uno stile semplice, ricco di dialoghi e nel complesso scorrevole.

Il lettore è abbastanza coinvolto dalle vicende (unica nota dolente è il ritmo narrativo che in alcuni segmenti diviene piuttosto lento).

Un romanzo principalmente di formazione. Una lezione su come i rapporti interpersonali possono modificare concretamente il destino di un individuo.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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