RECENSIONE DI… “L’ESTATE DEI NUOVI INIZI” DI BRENDA BOWEN


Salve lettori, dopo un weekend all’insegna del maltempo sembra che il sole sia tornato a rischiarare la settimana di Ferragosto. Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo ambientato proprio in agosto. Mi riferisco a “L’estate dei nuovi inizi” di Brenda Bowen (DeAgostini/Book me).

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Robert SanSouci, proprietario di un incantevole cottage a Little Lost Island nel Maine, ogni estate affitta il suo rifugio a quanti desiderano ritrovare se stessi. L’annuncio, apparso sulla bacheca dell’asilo frequentato da suo figlio, colpisce Lottie, la quale assieme a Rose, madre di due gemelli iscritti all’asilo adiacente, decidono di trascorrere il mese di agosto lontane dal caos cittadino. Con loro ci saranno due coninquilini: Caroline, attrice attualmente disoccupata, e Beverly, vecchio daltonico addolorato per la duplice morte del compagno e del suo gatto.

“«Ma la magia svanirà quando saremo a casa. La vita vera non è così.»

«Però abbiamo vissuto la magia. Sappiamo che è possibile. È già molto.»”

L’immagine di un cottage in un luogo tranquillo dove poter trascorrere alcuni giorni di vacanza mi affascina sin da quando ero bambina e questo romanzo con le sue atmosfere mi ha immediatamente catapultata in un sogno a occhi aperti.

Little Lost Island è un’isoletta incontaminata, dove la gente vive in maniera tradizionale. Spiagge cristalline, scogli, alberi, una piccola biblioteca, un ufficio postale e un debole collegamento a Internet sono gli elementi che la contraddistinguono rendendola quasi un luogo irreale, incompatibile con lo stile di vita proprio del XXI secolo.

Hopewell House è un cottage ameno: circondato dalla natura, spazioso, dall’arredamento retrò è il luogo ideale per “staccare la spina” e per imprimere nuove sfaccettature alla propria esistenza.

Lottie, mamma di Ethan, un bambino di tre anni, e moglie di Jon, avvocato troppo legato al lavoro, ha bisogno di ritrovare se stessa. Il marito la trascura, il figlio le prosciuga le energie e lei, sopraffatta dalla sensibilità, non riesce più a trovare la sua strada.

Destino simile è quello di Rose, mamma di due gemellini, uno dei quali particolarmente problematico, e moglie di Fred, scrittore di successo. Per il bene della famiglia, Rose ha rinunciato ai propri sogni, abbandonando la scrittura prima e la tesi di dottorato poi. Le sue giornate sono scandite dai doveri di madre e dai “capricci da divo” del marito.

Caroline, attrice tristemente nota per un doloroso equivoco durante la cerimonia degli Oscar, ha scelto di trascorrere del tempo lontana dai riflettori. Quale posto migliore di un cottage sperduto? Qui sarà semplicemente una turista sicura di sé, amante della vita all’aria aperta.

Beverly, uomo col nome da donna, è probabilmente il personaggio in apparenza meno empatico dell’intera narrazione. Scontroso, preferisce la solitudine della sua stanza alla convivialità della cucina. La sua è però mera apparenza, o meglio una maniera per celare il grande sentimento di perdita che gli attanaglia l’anima.

Caratteri, modi di vedere la vita diversi e trenta giorni per instaurare nuovi equilibri. Una sfida ardua ma non impossibile.

Ciò che colpisce immediatamente man mano che la lettura procede, è l’umanità del romanzo. I personaggi, pur essendo praticamente sconosciuti, sono legati tra loro. I loro sguardi, le frasi pronunciate, dapprima di pura circostanza poi sempre più personali, trasmettono un senso di appartenenza che non si è più abituati a scorgere. Nell’era delle chat, i protagonisti spengono i cellulari e si parlano guardandosi negli occhi, lasciando che siano anche i sentimenti a parlare per loro. Ed ecco che gli equivoci, i momenti difficili, le litigate assumono una nuova connotazione reale.

L’autrice si serve di una prosa un po’ “vecchio stile” articolata, ricca di descrizioni , dal ritmo narrativo accelerato nei momenti cruciali.

Il lettore diviene sin dal principio parte della narrazione, segue con interesse le peripezie dei personaggi, lasciandosi sedurre dal fascino dell’ambientazione.

Una lettura originale e intrigante che fa venir voglia di partire per” l’isola che non c’è”. Un romanzo accattivante con un grande insegnamento: “non è mai troppo tardi per lasciare tutto e ritrovare se stessi”.

5stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima:)

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