RECENSIONE DI… “NON È LA FINE DEL MONDO” DI ALESSIA GAZZOLA


Salve lettori, un grave evento sismico ha sconvolto il centro Italia, provocando macerie e distruzione. Ieri non ho voluto pubblicare nulla qui sul blog per rispettare il dolore di quanti, purtroppo, non ce l’hanno fatta. Oggi sono qui per provare a regalarvi qualche minuto di evasione attraverso la recensione di un romanzo leggero e a tratti ironico. Mi riferisco a “Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola (Feltrinelli editore).

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Emma De Tessent vive a Roma dove lavora come “tenace stagista” presso una società di produzione cinematografica, ha una sorella e due splendide nipotine. Una vita apparentemente appagata se non fosse che un tragedia è destinata ad abbattersi su di lei: la società non le rinnova il contratto. Sola, senza un’entrata economica, dopo aver disseminato curricula in giro per la Capitale, Emma si ritrova casualmente dinanzi a una bottega artigiana dove una donna è intenta a cucire abiti per bambini. Che sia proprio quello il simbolo della sua rinascita? Il destino, però, ha in serbo ben altro per lei: una particolare eredità e soprattutto un aitante nuovo capo sono nell’angolo.

“Quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. È quello il momento in cui non ci resta più niente.”

In attesa della nuova avventura di Alice Allevi, Alessia Gazzola si cimenta con una nuova trama e fa conoscere ai suoi lettori una nuova protagonista.

Emma, la quale deve il suo nome alla celebre eroina austeniana, è una trentenne single, amante degli Harmony, di un villino colmo di glicini, e, come molti giovani d’oggi, dalla precaria vita lavorativa. Costretta al licenziamento a differenza di una collega mediocre dalla raccomandazione giusta, Emma cede sì allo sconforto ma non si abbatte. Lavorare come sartina non è il suo sogno o la sua aspirazione, anzi è decisamente lontano da quella che è la sua formazione, diviene per lei una sfida con se stessa non solo per dimostrare di valere o per riacquistare fiducia ma anche per fermarsi, per conoscere un altro aspetto della realtà e per apprezzare la semplicità di una vita tradizionale lontana dal mondo cinematografico. Tenace, determinata, coraggiosa e, sì, anche un po’ “pazza”, Emma dimostrerà quanto occorra mantenere sempre i nervi saldi, perseverare e mai lasciarsi abbattere dalle turbolenze.

L’autrice si serve di uno stile semplice, diretto e scorrevole capace di intrigare il lettore, coinvolgendolo e facendolo riflettere durante i momenti emotivamente più intensi, anche se, personalmente, mi aspettavo qualcosina in più, forse perché ho associato l’autrice al personaggio di Alice Allevi.

Una lettura che con ironia e spontaneità mette in luce uno dei problemi che attualmente sta affliggendo il nostro Paese. Un romanzo di formazione che si legge con piacere durante una giornata di sole.

3stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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