RECENSIONE DI… “LE DIMISSIONI DI OSVALDO GIUSTOZZI” DI ROBERTO DEL BALZO


Salve lettori, buon nuvoloso primo lunedì di settembre. Riprese le normali attività, vi comunico che il blog ha stipulato una nuova collaborazione e questa mattina sono qui per proporvi la recensione di un romanzo molto particolare assieme a Recensioni per esordienti Mi riferisco a “Le dimissioni di Osvaldo Giustozzi” di Roberto Del Balzo (Autopubblicato dall’autore).

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Osvaldo Giustozzi , redattore presso la rivista Rivality Square, giunto all’età di quarantotto anni, decide di dare le dimissioni. Scrive una lunga lettera e sceglie per la sua rinascita un lunedì come tanti. Questo evento è in realtà pretesto per dare vita a una lunga riflessione sulla vita, sui rapporti umani e sulla sua persona.

“La realtà dava i suoi morsi in continuazione ma nessuno riusciva più a sentire dolore.”

Ci si trova dinanzi a un romanzo sicuramente diverso in primis per la struttura narrativa caratterizzata dall’assenza di capitoli e dalla narrazione costruita come un inarrestabile flusso di coscienza.

Osvaldo Giustozzi è un personaggio a suo modo interessante. Stanco della vita di sempre, decide, all’insaputa della moglie, d’imprimere una svolta significativa. Lasciare il lavoro che non lo gratifica e che lo rinchiude in una sfera asettica è per lui sinonimo di ricominciare. Numerose sono le riflessioni esistenziali contenute nell’opera quali, ad esempio, la caducità dell’esistenza e la piattezza delle giornate dell’uomo moderno basate su gesti ripetuti in serie senza più badare a ciò che sta attorno. L’ambiente lavorativo è sempre più tana di rivalità, malignità e lotte per l’affermazione, mentre i rapporti umani, le chiacchiere tra colleghi, persino le risate in compagnia durante la pausa caffè sono state messe nell’angolo. Osvaldo è un uomo tendenzialmente insoddisfatto e questo suo malessere esistenziali si traduce in un atteggiamento freddo e distaccato, persino polemico, nei confronti dell’intero genere umano senza distinzione alcuna.

Il lungo flusso di coscienza è intervallato da digressioni che raccontano il modo di vivere dei colleghi, della moglie, degli amici o presunti tali.

L’autore si serve di una narrazione in terza persona e di uno stile fluido, diretto  con periodi ricchi di subordinate, capace di incuriosire il lettore e di guidarlo passo passo fino all’inatteso finale.

Una lettura specchio dei mali della nostra società moderna. Un romanzo dalle tinte forti, intriso di coraggio.

3stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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