RECENSIONE DI… “CENTRAL PARK” DI GUILLAUME MUSSO


Salve lettori, eccoci giunti agli ultimi giorni di questo mese di settembre. La recensione che sto per proporvi appartiene all’iniziativa del domino letterario che si svolge tra blogger (di seguito vi inserisco il calendario dell’iniziativa).

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Ho scelto di leggere un thriller del quale si è molto parlato. Mi riferisco a “Central park”di Guillaume Musso (Bompiani editore).

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Alice, giovane poliziotta di Parigi, dopo aver trascorso la notte con le amiche in giro per i locali del centro, si risveglia su una panchina di Central park a New York ammanettata a una uomo sconosciuto. Non ha più cellulare né documenti, la camicia che indossa è macchiata di sangue e in tasca ha una pistola alla quale manca un proiettile. Gabriel, uomo avvolto sin dal primo istante in un alone di mistero, racconta di essere un musicista jazz che ha trascorso la sera precedente in un locale di Dublino. Come hanno fatto a raggiungere New York?Cosa è accaduto? I due decidono di fare squadra e d’indagare con la speranza di portare alla luce la verità.

“Ho di nuovo avuto la netta impressione che la vita, forse, aveva ancora qualcosa da darmi. Ma non pensavo che questo avrebbe significato affrontare una nuova prova.”

Pur non amando particolarmente i thriller, ho voluto dare una possibilità a questo romanzo, attratta principalmente dall’unione di azione e impatto psicologico e devo ammettere che l’opera non mi è dispiaciuta.

Tutto ruota attorno a un presunto arco temporale di poche ore durante le quali il destino dei protagonisti sembra essere sconvolto.

Alice, poliziotta determinata, abile nel risolvere i casi, è una donna frustrata sul piano personale. Sconvolta da una vicenda che le ha portato via tutto quello che aveva di più caro, vive in funzione dell’accaduto. Ferite profonde, difficili da rimarginare in grado d’influenzare la sua esistenza.

Gabriel è il tipico personaggio creato per mettere tutto in discussione. Impenetrabile, camaleontico, capace di sconvolgere il tessuto narrativo, è il vero motore del romanzo. Sarà lui a guidare la protagonista (e il lettore) tappa dopo tappa fino al chiarimento finale.

Estremamente curate sono le descrizioni della città di New York e del lavoro d’indagine.

Deludente, a mio avviso, è il finale frutto di un abile escamotage narrativo “spazza elementi” che sembra quasi non rispondere alle “regole” del thriller.

L’autore si serve di uno stile semplice, fluido, diretto e di un ritmo incalzante che consente al lettore di sentirsi costantemente parte della vicenda e di avvertire su di sé i turbamenti dei personaggi.

Un romanzo nel complesso ben strutturato dal quale è difficile staccarsi. Una lettura adrenalinica e sicuramente imprevedibile.

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Grazie della lettura, alla prossima 🙂

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17 pensieri su “RECENSIONE DI… “CENTRAL PARK” DI GUILLAUME MUSSO

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