RECENSIONE DI… “1986” DI GIUSEPPE OTTOMANO


Salve lettori, buona prima domenica di ottobre dal fresco sapore autunnale. Questa sera sono qui per parlarvi di un romanzo dalla trama sicuramente diversa, ambientato negli anni ’80. Mi riferisco a “1986” di Giuseppe Ottomano (Leucotea edizioni). Ringrazio l’autore per avermi inviato una copia ebook.

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È il 1986. Andrea e Tommaso, detto Orsetto, due giovani ragazzi milanesi un po’ sfaccendati sono alle prese con i problemi tipici della loro età: trovare lavoro e costruirsi un futuro. Un’inattesa ricca eredità li spinge a dare un calcio alle responsabilità e a intraprendere un lungo viaggio per l’Europa. Tuttavia il destino ha in serbo una grande sorpresa: il loro sarà destinato a rivelarsi un percorso interminabile in un 1986 senza fine.

“Ciò che ci ha accomunato è stato principalmente il nostro destino, e tuttora ci accomuna un obbiettivo che è qualcosa di più […] Forse è proprio in momenti come questi che si scorge la solidità della nostra amicizia: quando io gli perdono le sue stravaganze, le sue balordaggini, le sue contraddizioni che mi fanno imbestialire, ma che alla fine, riflettendoci con lucidità, sono anche tanto simili alle mie.”

Romanzo sospeso tra humour e fantascienza, brilla certamente per originalità e per un intreccio narrativo nel complesso abbastanza ben strutturato. L’elemento che,invece, non mi ha convinta riguarda la caratterizzazione dei personaggi.

Andrea e Tommaso appaiono creature prive di spessore. Entrambi sembrano non avere ambizioni nella vita (tranne il non far nulla) ed entrambi considerano il viaggio come un’occasione per potersi divertire con le ragazze e non come un arricchimento personale.

Tra i due sicuramente la personalità più incisiva è quella di Andrea, il leader sempre pronto ad atteggiarsi, a fare il primo passo e a prendere l’iniziativa.

Tommaso, invece, essere messo continuamente nell’ombra. Costretto a seguire l’amico non riesce (se non in rari casi) a imprimere un’impronta significativa alla vicenda.

L’autore si serve di uno stile semplice, diretto, molto dialogato e ricco di termini gergali. Curato è l’aspetto temporale con continui riferimenti agli anni ’80 attraverso canzoni, stili, modi di vestire e di comportarsi  apprezzati anche da quanti quegli anni non li hanno vissuti.

Il coinvolgimento emotivo da parte del lettore è altalenante poiché ci sono alcuni momenti narrativi piuttosto ripetitivi.

Un romanzo di pura evasione da leggere per trasferirsi momentaneamente in un “mondo altro” senza cercare grandi spunti di riflessione.

2emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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