RECENSIONE DI… “HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE” DI J.K.ROWLING,JOHN TIFFANY, JACK THORNE


Salve lettori, buon nuvoloso pomeriggio. La recensione che oggi vi propongo riguarda il nuovo capitolo di uno dei libi più apprezzati degli ultimi vent’anni. Mi riferisco a “Harry Potter e la maledizione dell’erede” di J.K.Rowling, John Tiffany e Jach Thorne (Salani editore).

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Stazione di Kings Cross, binario 9 e ¾, diciannove anni dopo. Albus Severus Potter, secondogenito del mago più famoso del mondo e di Ginny Wesley, si prepara ad affrontare l’esperienza a Hogwarts assieme a Rose, figlia di Ron ed Hermione. La vita a scuola per il giovane Potter non è affatto semplice: il peso del confronto paterno lo opprime, mentre il desiderio di poter cambiare la storia lo farà essere protagonista, assieme a Scorpius Malfoy, di un’avventura pericolosa in grado di sovvertire per sempre le sorti del mondo magico.

“Albus Severus, porti il nome di due Presidi di Hogwarts. Uno di loro era un Serpeverde ed era probabilmente l’uomo più valoroso che abbia mai conosciuto.”

Siamo la generazione cresciuta con Harry Potter. Siamo quelli che aspettavano frementi l’uscita del nuovo capitolo della saga da leggere tutto d’un fiato. Siamo quelli che pochi giorni fa hanno affollato le librerie per stringere tra le mani il nuovo, inatteso capitolo.

Non nascondo di essere stata un po’ scettica nei confronti di questo volume non perché fosse una sceneggiatura teatrale, ma perché temevo si trattasse di una storia fine a se stessa che non mi facesse provare le stesse emozioni di un tempo. Invece no! Il genio creativo di J. K. Rowling ha colpito ancora.

L’intreccio è studiato nei minimi dettagli e se è pur vero che il testo pullula di personaggi appartenenti alla nuova generazione, non mancano le “vecchie glorie”, i maghi ai quali siamo tutti affezionati in un’inedita veste decisamente matura.

Albus Severus è un ragazzo costretto a essere il figlio di Harry e a sopportarne l’eredità. Il giovane, però, è caratterialmente diverso dal padre, il quale, per forza di cose, appariva anche più maturo della sua età. Albus, come tutti gli adolescenti, è inquieto, incerto, dubbioso sul suo futuro e in continuo conflitto col mondo.

Al suo fianco troviamo Scorpius Malfoy, che dell’aria da bulletto del padre non ne ha nemmeno l’ombra. È un ragazzo solo, che tutti tendono a evitare e che trova nell’amicizia con Albus la forza per andare avanti.

Proprio come nei precedenti capitoli della serie, il tema dell’amicizia occupa un ruolo di rilievo anche tra gli adulti: accanto allo storico trio Harry, Ron ed Herminione si pone il rapporto di complicità tra Harry e Draco.

Non mancano il continuo confronto bene/male espresso sottoforma di un passato che ritorna assumendo le sembianze di un nuovo nemico e i continui colpi di scena pronti a mettere tutto in discussione.

L’opera, pur essendo, come già detto,una sceneggiatura teatrale, non si caratterizza per una prosa fredda. Le scene sono accuratamente descritte e offrono al lettore la possibilità di “vedere” quanto sta leggendo, di penetrare con la mente e di essere, così, accanto ai protagonisti.

Una lettura sicuramente piacevole e scorrevole. Un inaspettato ritorno che merita di essere celebrato con tutti gli onori che si confano a un mago.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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