RECENSIONE DI… “LA COLLEZIONISTA DI SOGNI” DI VALENTINA BELLUCCI


Salve lettori, eccoci giunti a un nuovo weekend. In questo venerdì sera dal clima decisamente autunnale sono qui per parlarvi di un romanzo emozionante e, per certi versi, struggente. Mi riferisco a “La collezionista di sogni” di Valentina Bellucci (autopubblicato dall’autrice).

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La vita della giovane MaryLou è scandita da giornate sempre uguali: mattinate a scuola e disagio a casa dovuto a una figura paterna assente e a una madre costantemente ubriaca. Tristan, definito da tutti “lo sfigato” è in cura da una psicologa a causa di un trauma con relativo senso di colpa avvenuto in giovane età dal quale non riesce a staccarsi. Le loro vite complicate inaspettatamente s’incontrano, anche se il loro è un rapporto segnato da tante difficoltà. Sarà solo grazie ad Annabelle, una ragazzina che MaryLou conosce ad Hyde Park, che le strade dei due giovani divengono meno irte d’insidie ed entrambi troveranno il coraggio di correre incontro a una vita che non è solo sinonimo di dolore.

“A volte il destino ti lega a una persona senza un motivo apparente e ti ritrovi a domandarti come sei finito a vivere in una storia che non avresti mai creduto potesse somigliarti.”

Quando ho intrapreso la lettura di questo romanzo ero convinta di trovarmi dinanzi la classica vicenda d’amore complicato tra due ragazzi difficili, invece, man mano che le pagine scorrevano, mi sono resa conto che il genere Young Adult è solo un contorno della vicenda e ciò che l’autrice vuole trasmettere al lettore è qualcosa di ben più profondo.

MaryLou è una giovane donna costretta a crescere in fretta e a mettere da parte la vita da adolescente per badare alla casa e a una madre non sempre lucida. Chiusa in questa non vita e stanca della routine, la giovane trova una via di fuga ad Hyde Park, dove, cullata dalla bellezza della natura, ama trascorrere delle ore immersa nella scrittura, poiché scrivere è per lei sinonimo di evasione, d’immaginazione e di serenità.

Tristan è il ragazzo trasparente per eccellenza: nessuno gli rivolge la parola, né lo invita alle feste e ovviamente non ha mai avuto una ragazza.  Una strana attrazione scatta quando i suoi occhi incrociano quelli schivi di MaryLou. Il suo è un corteggiamento d’altri tempi fatto di timori, di ansie e di cedimenti. MaryLou diviene pertanto la sua ancora di salvezza, colei che lo aiuterà a uscire dalla crisi, ad affrontare i suoi demoni e a trovare consolazione per i sensi di colpa.

Figura motrice dell’intera narrazione – e sicuramente ispiratrice del titolo dell’opera –  è la piccola Annabelle. La ragazzina attira l’attenzione del lettore sin dalla sua originale apparizione tanto che per un attimo si pensa che sia frutto dell’immaginazione di MaryLou. L’indole profondamente amichevole e gioiosa della ragazzina è per MaryLou terapeutica. Sarà lei, infatti, a farle fare pace con se stessa e a farla avvicinare a Tristan. Una sorta di angelo custode il cui destino spezzerà il cuore del lettore…

L’autrice si serve di una prosa semplice, fluida, dialogata, capace di rendere appieno gli stati d’animo dei personaggi e di coinvolgere il lettore, il quale si lascia trasportare dagli eventi, emozionandosi (soprattutto nel finale).

Un romanzo intenso, ricco di umanità. Una storia di amore e amicizia. Un invito a non arrendersi e a credere nei sogni. Sempre e comunque.

5stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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2 pensieri su “RECENSIONE DI… “LA COLLEZIONISTA DI SOGNI” DI VALENTINA BELLUCCI

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