RECENSIONE DI… “TRAVELLER” DI ALEXANDRA BRACKEN


Salve lettori, bentrovati. Sì, non ci sentiamo da un po’, ma la lettura del romanzo di cui sto per parlarvi ha risucchiato tutto il mio tempo libero. Questa sera vi parlo del seguito di un romanzo che nel nostro Paese è stato molto apprezzato. Mi riferisco a “Traveller” di Alexandra Bracken (Sperling&Kupfer). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

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Dopo l’incidente a Damasco, Etta e Nicholas sono ora separati, tuttavia la loro missione è rimasta la stessa, anzi la sua importanza è accresciuta. Con l’aiuto di personaggi che nel primo volume erano stati solo accennati, i due, lontani eppure in un certo senso vicini, proseguiranno nel cammino e affronteranno numerosi viaggi nel tempo che li porteranno inevitabilmente a fare i conti con il peso delle rivelazioni, pronte a mettere tutto in discussione.

“Se potessi estrarre questo istante dallo scorrere del tempo e tenerci qui per sempre, lo farei. Ma non possiamo fermare il tempo; possiamo solo rimetterlo a posto.”

Come ben sapete, ho adorato “Passenger” (RECENSIONE QUI), il primo capitolo di questa originale duologia incentrata sui viaggi nel tempo e non potevo, pertanto, lasciarmi sfuggire il suo seguito, la cui narrazione riprende nel punto esatto in cui si era interrotta al termine del primo volume.

Sono essenzialmente due gli elementi cardini del romanzo: “la separazione” e “l’avventura”.

Etta e Nicholas, per forza di cose, si trovano a dover agire soli, o comunque al fianco di personaggi con i quali non avrebbero mai potuto immaginare d’incontrarsi. È proprio in questa lontananza forzata che emerge ancor di più l’indole di ognuno. Etta in particolare, messo da parte lo sconcerto che la caratterizzava nel primo volume, mostra una determinazione e un coraggio eccezionali. Pur di arrivare alla verità non esita a correre rischi, a fronteggiare nemici più grandi di lei. Nonostante il peso delle rivelazioni sia a volte un fardello troppo pesante da portare, riesce a mettere da parte le questioni personali e i sentimenti per avere la mente lucida così da poter portare a termine lo scopo della sua esistenza.

Nicholas, invece, soprattutto in alcuni momenti narrativi, mostra la sua debolezza, commette spesso errori, si lascia travolgere più dall’aspetto umano che da quello pratico, ma anch’egli nei momenti di massima tensione dimostra di essere un uomo coraggioso pronto a battersi per il bene del prossimo.

Per quanto riguarda i viaggi temporali, rispetto al primo volume, sono decisamente più numerosi e seguono in parallelo le vicende di Etta e Nicholas per cui capita che nell’arco di un certo numero di pagine si affrontino diversi viaggi per questo motivo la lettura richiede un’attenzione e una concentrazione costanti per non perdersi nei meandri degli spazi temporali.

Come già nel primo capitolo, l’autrice sceglie una prosa semplice e lineare che rende appieno sia le descrizioni dei luoghi visitati sia la narrazione delle gesta dei personaggi riuscendo a coinvolgere il lettore nonostante i pochi momenti puramente “umani” e sentimentali.

Sicuramente una degna conclusione di una trilogia affascinante, ben strutturata e originale nei contenuti che personalmente consiglio di leggere in successione così da avere un flusso narrativo continuo.

4emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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