RECENSIONE DI… “TUTTA COLPA DI MR DARCY” DI SHANNON HALE


Salve lettori, eccoci giunti al penultimo lunedì di agosto. Qui da me il Maestrale ha ripreso a soffiare (finalmente!) e sembra quasi che le spiagge invitino i bagnanti a tornare alla vita di tutti i giorni. Quest’oggi sono qui per parlarvi di un romanzo divertente e riflessivo al tempo stesso del quale forse molti di voi conosceranno la trama per aver visto il film “Austeland – alla ricerca di Jane”. Mi riferisco a “Tutta colpa di Mr Darcy” di Shannon Hale (Piemme editore). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

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Jane Hayes ha trentaquattro anni, vive a New York dove lavora come grafica ed è sfortunata in amore. Il suo problema, però, ha un nome e cognome: Colin Firth o meglio Mr Darcy nel celebre sceneggiato della BBC. Jane, infatti, è letteralmente ossessionata dai romanzi della Austen, dai suoi personaggi e dall’ideale di uomo che la celebre scrittrice delinea al punto che non riesce più a separare il piano dell’immaginazione da quello della realtà. Qualunque persona di sesso maschile risulterà inadeguata per il semplice fatto che non potrà mai essere Mr Darcy. Tutto cambia dopo la morte di zia Carolyne, quando la lettura del testamento rivela che la donna le ha regalato un viaggio in Inghilterra a Pembrook Park, dove durante un soggiorno di tre settimane le ospiti sono invitate a vivere nell’epoca di Jane Austen. Sarà finalmente giunto il momento per Jane di liberarsi dalla sua ossessione, o, al contrario, tutto questo enorme gioco non farà altro che alimentarla? Tra le avances di un audace giardiniere e i modi cavallereschi di un gentiluomo, Jane trascorrerà un’esperienza travolgente che le cambierà la vita.

“Aveva bisogno di un lieto fine, il migliore possibile, anche se non riusciva a immaginare quale potesse essere.”

Da grande amante dei romanzi di Jane Austen, non potevo non leggere questo romanzo identificandomi con la protagonista (anche se il mio livello di austeniana follia non è così elevato) e immergendomi totalmente nelle atmosfere dell’epoca.

Jane sembra essere nata nel secolo sbagliato. Non riesce a sentirsi parte del suo tempo e ad apprezzare ciò che la società moderna ha da offrire. La sua è una vera e propria ossessione che prepotentemente la blocca dal vivere situazioni normali quali per esempio innamorarsi. Jane non cerca un uomo qualsiasi ma il clone di Mr Darcy. Ora, è naturale avere delle aspettative nei confronti della persona con la quale si dovrebbe trascorrere il resto della vita, sarebbe sbagliato accontentarsi, ma in questo caso l’idealizzazione assume le connotazioni di un disturbo psicologico. Non è una semplice contaminazione della realtà, ma un voler trasportare nel mondo reale un universo e dei personaggi frutti della fantasia di una scrittrice. Il soggiorno di tre settimane a Pembrook Park è sicuramente terapeutico e la pone dinanzi a quello che è il mondo da Jane tanto amato: una grande finzione.

Il romanzo ha, appunto, un’ambientazione che svolge un ruolo attivo nella trama e per questo appare ben curata nei dettagli. Pembrook Park è una grande villa ottocentesca, una sorta di macchina del tempo, tra le cui mura le ospiti, perlopiù donne facoltose annoiate dalla vita di tutti i giorni, provano l’ebbrezza di vivere un’esistenza che non appartiene loro e di essere corteggiate da gentiluomini pronti ad adularle. Un grande circo, insomma, all’interno del quale Jane, dopo lo sconcerto iniziale, si trova a interpretare un personaggio con una storia creata ad hoc per lei e a vivere delle emozioni filtrate dalla “maschera” della recitazione. Poca autenticità, pochissimi veri rapporti umani. Eppure in quella sorta di universo parallelo Jane inizia a riflettere su se stessa e sul ruolo che la sua ossessione ha sempre ricoperto nella sua vita riuscendo finalmente a capire la differenza tra “evasione”, “sogno” e “realtà”.

L’autrice si serve di uno stile semplice, fluido, dialogato e di un ritmo serrato che rende la narrazione accattivante e di agevole lettura.

Il lettore si sente continuamente coinvolto. All’inizio prova scetticismo, non riesce a darsi una spiegazione razionale del motivo per il quale la protagonista sia stata mandata in questo luogo, poi, man mano che gli eventi si susseguono, sarà invaso da una nuova fiducia e inizierà a sperare il meglio per Jane rimanendo di stucco dinanzi al rocambolesco finale.

Un romanzo leggero, piacevole e scorrevole tanto che si legge in un paio di giorni. Una lettura che tutte le amanti di Jane Austen apprezzeranno, poiché, ammettiamolo, tutte noi sogniamo di incontrare il nostro Mr Darcy.

4stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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