IL FENOMENO DELLE DIRETTE


Salve lettori, torna quest’oggi l’appuntamento con la rubrica “Zibaldone” nella quale affronto (quasi sempre in toni umoristici) alcuni fenomeni sociali contemporanei.

Stamane voglio parlarvi di un fenomeno very very social: le dirette. Bene, accomadatevi e… buona lettura 🙂 Preciso che tutte le situazioni qui descritte sono frutto della mia fantasia e non hanno alcun riferimento con soggetti reali.

Il sottile confine tra la vita reale e il virtuale è “la diretta”. Faccio immediatamente chiarezza: la “diretta” non è altro che un filmato caricato su un qualsiasi social network che resta memorizzato per ventiquattro ore. Fin qui tutto chiaro, si tratta di un fenomeno che sta spopolando tra la popolazione mondiale. Be’, diciamocelo, per essere veramente cool bisogna far conoscere a tutti dove si è stati, con chi si è stati, a che ora si è bevuta la birra e quando la tisana del buon sonno. È tutta una questione di logica moderna, insomma.

La diretta perfetta non è mai fine a se stessa, ma necessita di alcune regole imprescindibili alle quali bisogna attenersi.

1) Essere spontanei. Certo, senza trascurare il look. I dettagli sono importanti quindi prima di spingere il pulsante di registrazione non dimenticate di passare dall’estetista e dal parrucchiere.

2) Salutare tutto il mondo. Fateci caso, ogni diretta che si rispetti inizia con “Ciao, gente”; “Ciao, follower” etc etc. L’educazione prima di tutto.

3) Sentirsi un personaggio. Studiare, studiare, studiare. E non di certo i libri di storia! Trascorrere ore a guardare video dei vip, delle fashion blogger o dell’amica della cugina della vostra compagna di asilo che ha un milione di follower che interagiscono con lei (e chissà come è riuscita a raggiungere un traguardo cosí importante).

4) Descrivere dettagliatamente tutto ciò che si è fatto prima della diretta. Il background è fondamentale in tutti gli ambiti e le dirette non fanno eccezione. Raccontate un po’ la vostra giornata, a che ora vi siete alzati, cosa avete mangiato a colazione e concludete il tutto con “Che stress, gente!”.

5) Coinvolgere amici e conoscenti. Diciamocelo, una diretta in solitaria è un po’ triste. Cosa penserà la gente di voi? Che siete asociali? Che non avete nessuno con cui parlare e per questo vi servite del web? No, per carità, vi prego, gli psicologi hanno già gli studi pieni quindi non è il caso di intasarli ancora. Ce l’avete un vicino di casa, un ex compagno di scuola, una persona qualsiasi più o meno vostra coetanea che voglia prestarsi al gioco? Ecco, quindi preparate una scenetta e proponetela a videocamera accesa sorridendo e divertendovi anche se vi trovate solo nel salotto vintage della nonna ottantenne.

Queste più o meno le regole chiave. Ma vi siete mai chiesti quanti tipi di dirette esistono al mondo? Possiamo riassumerle in alcune categorie.

A) Diretta in stile fashion blogger. Nonostante abbia acquistato solo una semplice maglietta monocolore, questo utente (quasi sempre di sesso femminile) sente il bisogno di condividere l’evento con il web. Certo, le capacità oratorie non le mancano e sarà in grado di presentare il nuovo capo d’abbigliamento con l’entusiasmo che riserverebbe a un abito Armani.

B) Diretta in stile frequentatore abituale di ristoranti stellati. Anche in questo caso si prega di sorvolare che il tutto stia avvenendo nella pizzeria a tre isolati da casa o nel ristorantino familiare gestito dall’amica della mamma. L’utente presenterà cibi con maestria, mostrando nel dettaglio il piatto che sta per gustare e non risparmiando espressioni estasiate e commenti a caldo subito dopo aver portato la forchetta alla bocca.

C) Diretta in stile provetto viaggiatore. Diciamocelo, chi non ha mai tenuto un diario di viaggio? Io una volta ci ho provato, poi ho lasciato perdere. Comunque, lui no, non lascia perdere. Perché il viaggio è un’occasione di crescita personale (e dei follower). L’entusiasmo non manca, si riesce a trovare del bello in tutto anche se ci si è recati nel paesino sperduto a trenta chilometri dalla tua città. Il tutto ha anche una sua funzione pedagogica, tanta gente non viaggia per tanti motivi e quindi in questa maniera si sente idealmente fuori di casa.

D) Diretta in stile popolo della notte. Discoteche, pub, locali, alcol che scorre a fiumi. La diretta non può mancare anche se il buio circostante fa intravedere solo ombre perfette per la notte di Halloween. In questo tipo di diretta, ripetuto sino alla nausea sarà l’orario, “Oh mamma mia, sono le quattro di mattina e noi siamo ancora in pista!” (tanto per intenderci), dopotutto quell’unica volta che il piccolo nottambulo non è andato a nanna alle dieci deve rimanere negli annali (ops, il video verrà cancellato dopo ventiquattro ore, faticata sprecata).

E) Diretta tra i banchi di scuola. La scuola non è solo un luogo di studio grigio come una giornata autunnale e tedioso come una bottiglia di antibiotico. No, la scuola è un luogo colorato, gioioso, in cui si coltivano le amicizie quindi largo spazio alle linguacce durante l’ora di supplenza, ai balletti nel corridoio durante l’intervallo e ai risultati dei compiti (solo se dal 7 in su, mi raccomando).

F) Diretta “We are a family”. Essere una famiglia unita dove tutti si amano è il primo passo verso il successo. Avete presente i pranzi della domenica? Venti persone attorno al tavolo da otto, stretti come sardine con i piedi incastrati manco fosse una partita di Tetris? Bene, immortalate, gente.

Che sia davvero questo lo spirito dell’essere sociali al tempo dei social? Ognuno tragga le proprie conclusioni, io personalmente alle dirette preferisco l’autenticità dei momenti.

 

 

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