RECENSIONE DI… “CANTO DI NATALE” DI CHARLES DICKENS


Salve lettori, mancano pochissimi giorni ormai al Natale e qui da me sembra che il clima si sia perfettamente adattato al periodo. Le recensioni a tema proseguono, ovviamente e questa sera sono qui per parlarvi del romanzo di Natale per eccellenza, conosciuto in tutto il mondo. Mi riferisco a “Canto di Natale” di Charles Dickens (la mia è un’edizione Garzanti).

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Il vecchio Ebenezer Scrooge, arido finanziere londinese, vive in un mondo fatto di egoismo e di accumulo di denaro. Il Natale è per lui la festa più odiata, in quanto non sente in sé quel calore tipico e prova puro fastidio all’idea che per quel giorno non si debba lavorare. La notte della Vigilia, tre spiriti gli fanno visita: quello del Natale passato, presente e futuro che lo accompagnano in un incredibile viaggio di scoperta e riscoperta di sé.

“Felice Natale! E dagli con il felice Natale! Che cos’è il Natale se non un momento in cui si devono pagare i conti senza avere soldi, in cui ci si trova più vecchi di un anno e non più ricchi di un’ora; si tirano le somme e ci accorge che si è in passivo su ogni punto dopo esserci arrabbiati per dodici mesi!”

Tutti conosciamo quest’opera che abbiamo letto per sommi capi sui banchi di scuola e della quale sono state tratte diverse trasposizioni cinematografiche. Tutti sappiamo chi è Scrooge, cosa accade alla sua vita dopo la visita degli spiriti, eppure leggendo il breve romanzo, una vera novella natalizia, si riesce ad andare un po’ oltre le semplici parole.

Scrooge è un personaggio interessante. È riduttivo affermare che detesta il Natale, poiché bisogna riflettere sul motivo per il quale agisce in questa maniera. Detestare una festa in maniera sterile perché semplicemente non attira le proprie simpatie è possibile, ma l’odio di Scrooge nei confronti del Natale ha radici più profonde. È frutto di un malessere esistenziale che lo porta a vivere male con se stesso e di conseguenza a porsi negativamente con gli altri. L’incontro con i tre spiriti che lo pongono dinanzi ai suoi sbagli, ha per lui potere illuminante facendogli prendere coscienza di quello che è stato, che è e che potrebbe essere. Essere una persona grigia, sempre chiusa in se stessa, non aiuta. Sentimenti quali l’altruismo, la generosità o il semplice rapporto sociale con chi ci circonda permette in primis di vivere meglio la propria esistenza e poi di lasciare nel mondo un’impronta positiva di sé.

Essendo un racconto, l’autore usa una prosa semplice e scorrevole, ricca di immagini rappresentative di grande impatto emotivo sul lettore che non può non appassionarsi alle vicissitudini del protagonista.

Una lettura riflessiva, dal ritmo serrato e con un messaggio forte. Una favola di Natale che tutti, almeno una volta nella vita, dovremmo leggere.

5stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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2 pensieri su “RECENSIONE DI… “CANTO DI NATALE” DI CHARLES DICKENS

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