RECENSIONE DI… “LA LIBRERIA DI PIAZZA DELLE ERBE” DI ERIC de KERMEL


Salve lettori, quanti di voi si trovano in questo momento a Milano per la rassegna “Tempo di libri”? Io purtroppo non sono riuscita a organizzare la trasferta e mi accontento delle foto postate sui social. Questa mattina sono qui per parlarvi di un libro verso il quale nutrivo ampie aspettative ma che, ahimè, mi ha delusa. Mi riferisco a “La libreria di piazza delle Erbe” di Eric de Kermel (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

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Assieme al marito Nathan, Nathalie lascia Parigi e decide di stabilirsi a Uzès, una piccola cittadina dal magnifico paesaggio. Sarà proprio qui che la donna, passeggiando tra le stradine, noterà il cartello vendesi posto sulla vetrina della libreria nella piazza centrale. In un impeto di intraprendenza decide di acquistarla e ben presto il suo non diventerà un semplice negozio di libri ma un vero luogo di ritrovo in cui ognuno può sentirsi a casa. Assieme a Nathalie, il lettore conoscerà tanti altri personaggi, capitati per caso in libreria, ognuno con la sua storia da raccontare.

“Se incrociamo la traiettoria di un libro significa che abbiamo un appuntamento. Che è arrivata l’ora dell’incontro. Quando parliamo di un libro non parliamo soltanto di cosa abbia letto ma anche di noi stessi.”

Il magico potere dei libri quali mezzi per affrontare meglio le tante prove che la vita ci riserva costituisce la tematica principale del romanzo, che, tuttavia, in alcuni momenti sembra perdere brio.

Ogni capitolo è dedicato a un personaggio che fa il suo ingresso in libreria e sulla scena narrativa. Attraverso le personali scelte letterarie e i consigli che Nathalie è sempre pronta a dispensare, ci si fa un’idea delle loro psicologie. Attraverso la loro voce, si imparano a conoscere. Sono personaggi molto diversi tra loro, si va da un’adolescente alle prese con la lettura dei classici, all’esploratore assetato di conoscenza del mondo, al postino col sogno di diventare attore, alla suora dai nobili intenti culturali sino alla straniera amante del giardinaggio… Diversi personaggi con bagagli culturali e sociali differenti. Soprattutto con problematiche serie da affrontare ai quali i libri sembrano dare le risposte che cercano.

È proprio questa scelta di unire personaggi differenti che, a mio parere, fa vacillare l’equilibrio del romanzo che sembra quasi una sorta di raccolta di racconti. Le vicissitudini di Nathalie fanno quasi da sfondo e si perdono, travolte dal flusso degli eventi generati dalla comparsa dei vari personaggi capitolo dopo capitolo.

Dal punto di vista stilistico il romanzo presenta una prosa semplice e scorrevole, talora molto profonda, con numerosi spunti di lettura interessanti, tuttavia il ritmo narrativo è piuttosto lento e quindi l’attenzione del lettore spesso si perde nei meandri del tessuto del testo.

Non mancano momenti di riflessione su tematiche importanti (tra le altre il rapporto genitori-figli, le dinamiche matrimoniali) e sul ruolo che i libri rivestono nelle vite umane, confesso che sono state proprio queste a darmi la spinta di proseguire nella lettura.

Un romanzo dalle ampie premesse ma che purtroppo non riesce a catturare come dovrebbe.

2emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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