RECENSIONE DI… “UNA VITA DA LIBRAIO” DI SHAUN BYTHELL


Salve lettori, eccoci giunti alla metà di aprile. Com’è il tempo dalle vostre parti? Qui da me abbastanza primaverile anche se si avvertono continui sbalzi di temperatura e non si sa mai come vestirsi. Questa mattina sono qui per parlarvi di un’opera interessante, pubblicata recentemente, i cui protagonisti sono proprio i libri. Mi riferisco a “Una vita da libraio” di Shaun Bythell (Einaudi – Stile libero extra).

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L’autore, nonché protagonista dell’opera, narra le sue vicissitudini da proprietario di una libreria specializzata in testi usati a Wigtown, un paesino scozzese. Non è semplice sopravvivere con le sole proprie forze nell’epoca in cui il commercio digitale e l’avvento degli ebook sembrano proporre alternative più semplici e immediate alla cara vecchia libreria.

“Vedere un bambino che legge, completamente assorto nel libro che ha in mano e ignaro di ogni altra cosa, mi dà un barlume di speranza per il futuro delle librerie.”

Nonostante sia una grande lettrice di ebook, nutro un profondo amore per i libri cartacei e per le librerie un po’ “vecchio stile”.

Tra queste pagine l’autore mette a nudo la sua vita da libraio, svelandone anche i retroscena più amari, senza aver timore di parlare dei suoi limiti, delle difficoltà con le quali è costretto ogni giorno a rapportarsi.

Un discorso a parte merita la “componente umana”. Numerosi personaggi compongono la rete narrativa, dai clienti con le loro richieste più disparate, l’ormai anziana commessa fino alla compagna dell’autore. Ciascuno di essi ha il suo giusto spazio d’azione, viene descritto sia da un punto di vista fisico, sia, soprattutto, psicologico svelandone vizi e virtù.

Tema di fondo è la lotta aspra contro i colossi del web, in particolare Amazon, che con i loro prezzi competitivi, feedback, politiche resi, sembrano pian piano annientare chi è libraio per passione e trascorre le sue giornate in un negozio polveroso, che necessiterebbe di un lavoro di ristrutturazione, in attesa di clienti, che, talora, non riescono a non tessere un panegirico sugli innumerevoli vantaggi del commercio online.

L’opera, scritta in forma di diario, ripercorre giornalmente gli avvenimenti avvenuti in un arco temporale che va da febbraio 2014 a febbraio 2015. Ogni giornata si apre con un conteggio dei libri ordinati sui canali online del “Book shop” e di quelli reperiti effettivamente dal libraio, descrive poi gli eventi salienti della giornata (titoli richiesti dai clienti, imprevisti, spese postali, complessa organizzazione del festival del libro, malinconiche giornate invernali) e conclude con l’ammontare in cassa e il numero dei clienti che hanno visitato il negozio quel giorno. Questa tecnica narrativa, però, a mio parere, penalizza l’opera. Infatti il racconto tende ad apparire ripetitivo e “pesante” oltre che frammentario.

A trascinare il lettore è lo stile utilizzato dall’autore mai denso di piagnistei, ma, al contrario, piuttosto ironico e sempre accattivante.

Una lettura che si fa portavoce di una grande battaglia sociale: la sopravvivenza delle librerie indipendenti. Un’opera che con leggerezza fa comprendere quanto affascinante e complesso sia il mestiere del libraio e che piccoli tesori siano i libri di seconda mano.

3emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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