RECENSIONE DI… “MANSFIELD PARK” DI JANE AUSTEN


Salve lettori, archiaviato il lungo ponte del 1 maggio (qui da me abbiamo ancora la festa patronale, la prossima settimana) si riprende con le normali attività. In questa giornata  piovosa che ha interrotto il clima quasi estivo dei giorni scorsi, sono qui per parlarvi di un romanzo classico, del quale probabilmente vi ho già accennato qualcosa in precedenti post. Mi riferisco a “Mansfield Park” di Jane Austen (la mia edizione appartiene alla collana “I MiniMammut” della Newton Compton editori).

Risultati immagini

Fanny Price appartiene a un’umile famiglia numerosa. Adottata, all’età di dieci anni, dagli zii, Sir Thomas e Lady Bertram, si trasferisce nella lussuosa Mansfield Park, dove cresce in un continuo confronto con un ambiente assai diverso dal suo. Fanny, silenziosa osservatrice, avrà modo di porre a confronto la sua educazione con la frivolezza delle sue coetanee e di compiere una lenta ma incisiva ascesa sociale.

“Edmund si era fatto suo campione e suo amico, aveva sostenuto la sua causa, o spiegato le sue intenzioni, le aveva detto di non piangere, o le aveva dato qualche prova d’affetto che aveva reso le sue lacrime dolci…”

Nonostante adori Jane Austen e le sue eroine, nelle quali mi sono spessa riconosciuta, non sono riuscita a creare un feeling ideale con Fanny, poiché l’ho trovata un po’ troppo passiva per i miei gusti. Attraverso la lunga narrazione (l’opera è suddivisa in tre libri) si ha modo di conoscere la protagonista sotto tutti i punti di vista. Ebbene, Fanny non è l’eroina austeniana alla quale siamo tutti abituati. Non ha nulla in comune con Elizabeth né con Emma, ma incarna un’ideale di donna-spettatrice.

Fanny è fondamentalmente percorsa da una timidezza innata che la porta a non sentirsi a suo agio in un contesto fuori dai suoi schemi. Preferisce rimanere nel suo angolo e guardare quanto la circonda piuttosto che scendere in prima linea e affrontare la realtà. È spesso messa da parte, non viene tenuta granché in considerazione, si rintana nel suo piccolo mondo e nella sua stanza.

In antitesi è Mary Crawford, fanciulla spregiudicata con uno spiccato desiderio di denaro e interesse nei confronti dei giovani e ricchi rampolli nella speranza di contrarre un vantaggioso matrimonio.

Fanny basa il suo modo di vivere sul senso della virtù e del dovere, non rientra nel suo ordine mentale pavoneggiarsi per attirare l’attenzione dei signori e anche quando questo avviene non può non sentirsi a disagio.

Figura chiave nel suo percorso di crescita personale è rappresentata dal cugino Edmund, il quale con garbo e delicatezza, l’aiuta a muovere i primi passi in un mondo nuovo, donandole costantemente forza e fiducia in se stessa.

Lo stile della Austen è inconfondibile. Tra queste pagine si sofferma sul problema dell’educazione attraverso una prosa scorrevole, dialogata, capace di intrecciare le vicende di numerosi personaggi senza mai far perdere il lettore. Inoltre la particolare ironia che contraddistingue alcuni momenti narrativi rende il romanzo apprezzabile e in un certo senso moderno.

Con “Mansfield Park” si conclude il mio viaggio tra le opere di Jane Austen, un viaggio iniziato nella lontana estate 2005 con “Orgoglio e pregiudizio”. Certo, un briciolo di malinconia c’è, è inevitabile, ma, vi prego, non chiedetemi quale tra queste opere abbia preferito.

4stelle

ACQUISTA Mansfield Park (eNewton Classici)

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

Annunci

11 pensieri su “RECENSIONE DI… “MANSFIELD PARK” DI JANE AUSTEN

  1. fallinbooksblog ha detto:

    Stesso identico tuo problema. Sono rimasta infatti delusa da questo libro, abituata com’ero a Lizzy, Cathy e tutte le altre protagoniste femminili meravigliose create dalla penna della zia Jane. Non ho trovato feeling con Fanny, non mi piace la sua arrendevolezza, troppo eccessiva, e non ho riscontrato la crescita personale che spesso invece riguarda le protagoniste dei libri della Austen. A me manca da leggere ancora Emma ma posso affermare che questo rimane il meno amato rispetto agli altri. Il mio preferito in assoluto è Orgoglio e Pregiudizio, seguito da L’abbazia di Northanger 🙂

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...