RECENSIONE DI… “NIENTE È COME SEMBRA” DI MONICA PECCOLO


Salve lettori, buona prima domenica di maggio. In questa giornata che mi piacerebbe trascorrendo leggendo sul balcone, sono qui per proporvi la recensione di un romanzo breve che ho trovato decisamente interessante. Mi riferisco a “Niente è come sembra” di Monica Peccolo (Autopubblicato dall’autrice).

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Maria Stella ha trent’anni, vive a Venezia in un elegante appartamento assieme all’amica Zoe, sua collega di lavoro presso l’Archivio di Stato. La sua esistenza è metodica e schematica come il suo codice fiscale e non c’è posto per l’amore. Dopo essere stata delusa dagli uomini, la giovane ha scelto di rinunciarvi. Eppure, la vita è in grado di sorprendere sempre e comunque. Nello stesso palazzo risiede Giorgio Ballarin, un aitante uomo, sempre elegante e distinto verso il quale Maria Stella inizierà a provare una cotta. Tuttavia, l’arrivo di due operai stranieri, uno dei quali sembra mostrare interesse nei suoi confronti, rimette tutto in discussione.

“Aveva riflettuto su Giorgio e sulla grande delusione che le aveva procurato e, in generale, sull’universo maschile. Pensieri rabbiosi, interrotti spesso dalla visione dei penetranti occhi verdi dello straniero che le apparivano a tradimento in testa e che lei cercava di scacciare, irritata.”

Nonostante la sua brevità, ho trovato questa breve molto interessante poiché riserva numerose sorprese. Innanzitutto non si tratta di un romance puro, ma sin dalle prime pagine si percepisce un certo alone di mistero che man mano diverrà sempre più nitido.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati. Maria Stella può sembrare antipatica, sempre sulle sue, quasi come se avesse eretto un muro tra sé e il mondo. Al contrario di Zoe, donna solare, chiacchierona e con un forte senso di ospitalità.

Sono le figure maschili a creare un forte interesse nel lettore. Da un lato vi è Giorgio Ballarin, classico uomo tutto d’un pezzo, preciso, attento ai bisogni della sua donna, e i due extracomunitari Ibrahim Reda e Alexander Evanko, grandi lavoratori ma vittime dei pregiudizi della gente.

Non mancano momenti in cui la narrazione raggiunge la sua massima tensione, complice anche il ritmo narrativo serrato. L’autrice infatti non lascia nulla d’incerto o in sospeso, affronta ogni problematica e cura lo stile, sì semplice e immediato, ma anche di grande impatto nel lettore, il quale si trova coinvolto in un’indagine poliziesca su una tematica sociale tristemente attuale.

Un romanzo di piacevole lettura e dalla trama completa, sebbene si componga di poco più di cento pagine.

3emezzo

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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