RECENSIONE DI… “LA CENERENTOLA SBAGLIATA” DI AYA LING


Salve lettori, eccoci giunti all’ultimo giorno di questo folle maggio che sicuramente ha lasciato il segno. Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo piacevole, retelling della celebre fiaba di Cenerentola, presentata, però, in una chiave inedita. Mi riferisco a “La Cenerentola sbagliata” di Aya Ling (Hope edizioni), primo volume della serie “Le favole incompiute”. Copia ARC in formato ebook fornita dalla casa editrice.

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Kat ha diciassette anni, è piuttosto introversa e maldestra, è impacciata con i ragazzi, non si sente bella come lo sono sua madre e la sorellina e ama rifugiarsi nei libri. Un giorno, mentre è in soffitta a riordinare vecchi volumi, inciampa e, cadendo, strappa il libro illustrato di Cenerentola. Un incidente apparentemente senza conseguenze se non fosse che, colpita da uno strano incantesimo, Kat si risveglierà proprio all’interno della celebre fiaba nel ruolo di Katriona, una delle sorellastre, con una missione: far innamorare il principe di Elle, la domestica. Nel caso in cui non dovesse riuscirci, rimarrà intrappolata per sempre nel libro. Nulla di così difficile, peccato, però, che l’altra sorellastra è bellissima, della fata madrina non vi è neanche l’ombra e il principe non ama particolarmente la vita sociale.

«A quanto pare condividiamo un sentimento simile» dice sorridendo. «Un desiderio per un luogo in cui scappare e sognare.»”

Aprire gli occhi e risvegliarsi in un’altra epoca è uno shock per chiunque, tuttavia per Kat è un vero e proprio trauma. In che modo si può vivere senza elettricità, acqua calda, Internet, indossando abiti scomodissimi e ricordandosi di utilizzare sempre un linguaggio forbito e di non commettere gaffe in società?

Kat, spaventata e incuriosita al tempo stesso, muove i suoi passi ad Athelia, dove tutti si comportano – a suo dire – in maniera strana. Proprio com’è la ragazza del XXI secolo, anche Miss Katriona è combinaguai, ama leggere ed è tremendamente impacciata tanto che è quasi la vergogna della famiglia. A differenza di sua sorella Bianca, non è interessata alla vita mondana, al possedere abiti sontuosi né, tantomeno, il suo obiettivo è diventare regina sposando il principe. Katriona vuole semplicemente concludere la fiaba, giungere al lieto fine e tornare a essere semplicemente l’adolescente Kat.

Un accenno a parte merita la figura del principe, lontano dal prototipo che le fiabe ci hanno consegnato. Egli è un uomo di bell’aspetto, tremendamente sexy, ma molto riservato. Pur essendo costantemente attorniato da fanciulle, desiderose di conquistarlo, rimane chiuso nel suo mondo. Preferisce trascorrere ore impegnato nel giardinaggio piuttosto che presenziare a balli e a eventi. È una persona che dà peso ai sentimenti, non gioca con essi, ma desidera avere al suo fianco una persona che lo apprezzi per quello che è e non per il suo status privilegiato.

Molto interessante è il contesto sociale che si apre agli occhi di Kat. Miss Katriona vive in una società fortemente maschilista, dove le donne sono relegate a stare in casa oppure – se il ceto lo permette – a prendere parte a balli, tè e feste di ogni genere organizzate allo scopo di accoppiare i rampolli delle famiglie che contano. Il divario è netto: accanto alla ricchezza vi è una grave povertà. Ci sono famiglie, infatti, che per vivere sono costrette a far lavorare i bambini in condizioni pessime, non esistono leggi che tutelino i lavoratori o vietino il lavoro minorile; gli ambiente sono fatiscenti e privi di qualsiasi norma igienica; il disprezzo nei confronti di questi individui è enorme e lo si respira nell’aria. Katriona non ci sta e –forte della sua esperienza nel mondo moderno – tira fuori una grande determinazione che la porta a scendere in prima linea e a combattere affinché le condizioni di vita diventino più giuste e serene.

Le analogie con la fiaba di Perrault sono pochissime e si limitano ai personaggi principali (matrigna, sorellastre, governante povera, principe). L’autrice crea un mondo nuovo nel quale il lettore resta intrappolato sino all’ultima pagina, curioso di scoprire cosa accadrà ancora nonostante i tanti colpi di scena disseminati nel testo.

Lo stile è semplice, scorrevole e fluido. Ottime sono le descrizioni di ambienti e modi di vivere che contribuiscono a far entrare ancor di più nella narrazione. Momenti difficili che lasciano spazio alla riflessione si alternano a situazioni divertenti e leggere che permettono di allentare la tensione.

Un romanzo che cattura e scorre via con estrema facilità. Un’opera che permette di evadere dalla realtà nel vero senso del termine.

4stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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